Ho appena scoperto che di questo romanzo esiste un seguito: una raccolta di racconti dal titolo La collina dei ricordi. Sono molto felice. Già, perché La collina dei conigli mi è piaciuto molto.
La storia è molto semplice. Diversi conigli, appartententi alla stessa conigliera, decidono di lasciare la loro tana a seguito di un presagio negativo (che si rivelerà corretto) di uno di loro, Quintilio. Il branco, guidato da Moscardo e dal suo braccio destro Parrucone, attraversa le colline in cerca di un nuovo posto dove stabilire una conigliera. Tra volpi, cani, gatti e nemici vari, i conigli dovranno affrontare la minaccia rappresentata dal Capo Coniglio Vulneraria, il dittatore di una conigliera organizzata in stile militaresco. Il tutto è accompagnato da una mitologia che i conigli tramandano, sotto forma di racconti, nei momenti di pace.
Se ti aspetti un romanzo metaforico, sul genere de La fattoria degli animali, non lo troverai nel libro di Adams. Questo però non toglie nulla a una narrazione davvero coinvolgente, le pagine si girano da sole mentre vaghi per i campi cercando femmine di coniglio per portare avanti la specie. I combattimenti sono davvero epici e i tranelli che il furbo coniglio Mirtillo attua per favorire i suoi amici sono degni del cavallo di Troia.
Richard Adams è morto, purtroppo, un paio di anni fa ed è in quell’occasione che io ho sentito parlare di lui per la prima volta. Ora credo che recupererò anche gli altri suoi libri, sempre a tema “animalesco”, come La valle dell’orso e I cani della peste.
Essenzialmente si tratta di un tipo di scrittura molto positiva, ed è una cosa rara che questo mi entusiasmi. Meglio approfittarne.



