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“Prima Fondazione” di Isaac Asimov

Sono passati esattamente dieci anni dall’ultima volta che ho letto qualcosa di Asimov, un peccato. Ora ho deciso di leggere tutto il ciclo principale della Fondazione.
Facciamo un po’ di ordine, però, se no non si capisce nulla.

Oltre a parti di romanzi stand alone qua e là, il Ciclo dell’Universo della Fondazione consta di 14 romanzi divisi in:
• Ciclo dei Robot (4 romanzi, già letti prima della nascita del blog, più – in realtà – alcune raccolte di racconti dei robot che devo recuperare);
• Ciclo dell’Impero (3 romanzi, li trovi linkati sotto);
• Ciclo della Fondazione (trilogia originale + 2 prequel + 2 sequel).

Ti ancicipo che, per quanto riguarda l’eterna diatriba sull’ordine di lettura di questo ultimo ciclo, ho deciso che procederò nell’ordine di pubblicazione e non nell’ordine cronologico dei fatti. Dopo attenti studi ho capito che leggere prima i prequel rovinerebbe la storia, quindi andrà così. D’altra parte non farò altro che leggere come se stessi leggendo a partire dagli anni 50, come un lettore dell’epoca, di certo non può essere un errore.

Non posso raccontarti la trama, se non a grandi linee. In un futurissimo in cui le galassie sono state colonizzate dagli esseri umani in lungo e in largo, Hari Seldon, psicostoriografo, prevede l’imminente caduta dell’Impero seguita da trentamila anni di barbarie. Seldon ritiene però che, sebbene la caduta sia inevitabile, gli anni di barbarie possano essere limitati a mille agendo per tempo e indirizzando gli umani verso un futuro “guidato” dal passato. Il romanzo racconta i primi duecento anni di questo periodo, dividendo gli eventi in cinque capitoli collegati tra loro, ma comunque indipendenti. In sostanza, cinque racconti dei momenti salienti di questa prima fase di barbarie, dove per barbarie si intende la divisione “nazionalista” di alcuni pianeti che cercano di creare imperi indipendenti e non governati dall’Impero centrale, ridotto a un declino tale per cui la sua stessa esistenza è messa in dubbio dalle periferie.

Asimov è un genio, ma questo non serve sia io a ricordartelo. Il livello di complessità politica e sociale descritto nel romanzo ricorda molto da vicino cose che conosciamo bene, senza doverci spostare tra le galassie… Ti dico solo questo: Hari Seldon indirizza la storia dell’umanità creando una religione che possa veicolare le scelte dell’Uomo attraverso la paura degli dei. La religione è in realtà un travestimento che riguarda la capacità di controllare l’energia atomica, in mano a pochi eletti che agiscono empiricamente senza sapere come le cose funzionino a livello scientifico, così da ammantarle di un senso trascendentale incomprensibile. Asimov quindi non fa altro che scrivere un enorme metafora del nostro modo di vivere, per coma la vedo io.

Credo che leggerò questo Ciclo in modo piuttosto rapido, per non perdere il filo, alternando la sua lettura con altro ma senza fare passare troppo tempo. Ho già sei romanzi su sette, mi manca solo l’ultimo, che recupererò.

 

Libri che ho letto di Isaac Asimov

Romanzi
La fine dell’eternità (1955)

Ciclo dei Robot (Universo della Fondazione)
Abissi d’acciaio (1954)
Il sole nudo (1957)
I robot dell’alba (1983)
I robot e l’Impero (1985)

Ciclo dell’Impero (Universo della Fondazione)
Le correnti dello spazio (1952)
Il tiranno dei mondi o Stelle come polvere (1951)
Paria dei cieli (1950)

Ciclo delle Fondazioni (Universo della Fondazione)
Fondazione o Cronache della galassia o Prima Fondazione (1951)

“Atto d’amore” di Joe R. Lansdale

Atto d’amore è il primo romanzo di Joe Lansdale
ad essere stato pubblicato, dalla Zebra Books, nel lontano 1981. È un romanzo pulp, splatter, poliziesco e horror allo stesso tempo, forse anche un po’ giallo, dal momento che fino all’ultimo cerchi di capire chi sia l’assassino (e vieni ingannato bene).

La storia è molto semplice, infatti ho impiegato solo tre giorni a terminare il libro.
Un serial killer sadico, cannibale e necrofilo sta uccidendo donne a destra e a manca, facendo le peggio cose con i loro corpi. A indagare c’è il detective Marvin Hanson (che ricomparirà poi nel ciclo di Hap & Leonard, senza peraltro che io me ne ricordi) che prende il caso sul serio, troppo sul serio, tanto da farlo diventare una cosa personale. Le due ossessioni si incrociano in 250 pagine, fino all’epilogo con inevitabile scontro. Mi fermo.

È un Lansdale ancora acerbo, ma pienamente godibile. Nel leggerlo si ritrova un po’ dello stile di Koontz al quale l’autore stesso, nella postfazione, dichiara in parte di essersi ispirato. E, qui lo dico, Lansdale è superiore al prolifico Koontz da subito, anche se ha venduto molto meno (la qualità paga meno della costanza in editoria). Il romanzo è parecchio violento, per stomaci forti, con sbudellamenti e cotture di seni compresi nel pacchetto.

Un romanzo nel complesso leggero, insomma, ottimo per l’estate. Non siamo troppo critici, l’evoluzione di Lansdale è stata poi qualcosa di fenomenale.

Romanzi che ho letto di Joe R. Lansdale:
Atto d’amore (1981)
Il lato oscuro dell’anima (1982)
La morte ci sfida (1984)
La sottile linea scura (2002)
Notizie dalle tenebre (2014)

Trilogia Drive-in:
Il drive-in (1988)
Il drive-in 2 (non uno dei soliti seguiti) o Il giorno dei dinosauri (1989)
La notte del drive-in 3. La gita per turisti (2005)

Trilogia Ned la Foca:
Fuoco nella polvere (2001)

Ciclo Hap & Leonard:
Una stagione selvaggia (1990)
Mucho Mojo (1994)
Il mambo degli orsi (1995)
Bad chili (1997)
Rumble Tumble (1998)
Capitani oltraggiosi (2001)

“Factfulness” di Hans Rosling

Factfulness è uno dei saggi che avevo in lista da leggere da parecchio tempo. Questa volta non si parla di finanza o di economia, ma di crescita personale in senso più ampio. Questo è un libro che apre la mente, così come era nell’intenzione del suo, purtroppo, defunto autore (scritto a sei mani con il figlio Ola Rosling e la di lui moglie Anna Rosling Rönnlund).

Hans Rosling era un medico, statistico e conferenziere svedese; uno di quelli sempre in movimento, sia dal punto di vista medico, appunto, che da quello divulgativo (recupererò i suoi Ted Talks). In contatto con ogni parte della società, dalle più basse situazioni di povertà e miseria – era spesso impegnato sul posto per arginare epidemie nei paesi più poveri del mondo – fino alle più alte cariche aziendali e istituzionali. Insomma, uno che aveva una visione reale delle cose perché ci buttava dentro il naso.

Questo saggio parte dallo spunto di un semplice test di 12 domande sulle condizoni del mondo che Rosling ha posto a circa 12 mila persone, senza che nessuno abbia saputo rispondere correttamente (miglior risultato: una persona ha risposto correttamente a 11 domande su 12). Il 78% degli intervistati ha risposto peggio di quanto avrebbero fatto delle scimmie lanciando delle banane sulle risposte (ossia di quanto si sarebbe ottenuto con risposte realmente casuali e non influenzate da bias).

Ti faccio l’esempio di una domanda, così ci capiamo.
Quanti sono attualmente nel mondo i bambini con meno di un anno vaccinati contro una qualsiasi malattia?
A – 20%
B – 50%
C – 80%
La risposta corretta è C.

Rosling in questo saggio spiega come effettuare valutazioni basandosi su dati reali e statistici, non su opinioni o impressioni. Il risultato è quello ben evidente nell’esempio di qui sopra: le cose vanno meglio di come pensiamo. E questo non solo in ambito medico (le domande e il libro parlano di molto altro oltre alla medicina), ma anche economico e sociale.

Questo è uno di quei saggi che andrebbe letto ogni qualche anno per ricordarsi come si dovrebbe ragionare. Gli argomenti trattati sono tanti ma tutti sono affrontati con estrema razionalità e con dati incontestabili. Le debolezze del pensare tipicamente umano sono messe a nudo, senza scuse. L’obiettivo di Rosling era quello di aprire la mente del lettore… ed è un obiettivo centrato al 100%.

Probabilmente il miglior saggio che ho letto negli ultimi due anni, estremamente profondo ma al tempo stesso scorrevole. Se non l’hai letto, dovresti leggerlo. E poi rileggerlo. E poi ricominciare, ancora.

Libri che ho letto per accrescere le competenze finanziarie e/o personali:
Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie (1936)
Padre ricco padre povero di Robert T. Kiyosaki (1997)
Giocati dal caso di Nassim Nicholas Taleb (2001)
Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman (2011)
Capire l’economia for dummies di Roberto Fini (2014)
Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom (1994 aggiornato 2014)
Soldi. Domina il gioco di Anthony Robbins (2015)
Il piccolo libro dell’investimento di John C. Bogle (2017)
Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss (2017)
Diventare milionario con uno stipendio normale di Andrew Hallam (2018)
O la borsa o la vita di Vicki Robin e Joe Dominguez (2018, aggiornata)
Factfulness di Hans Rosling (2018)
Investire for dummies di Massimo Intropido (2020)
La psicologia dei soldi di Morgan Housel (2020)
I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale di Ray Dalio (2021)
L’economista sul tapis roulant di Luciano Canova (2023)
Investire senza trappole di Costantino Forgione (2023)
Sei già ricco ma non lo sai di Riccardo Spada (2024)
Just Keep Buying di Nick Maggiulli (2025 ita, 1°ed. UK 2022)
Investire senza dubbi di Riccardo Spada (2025)

“Il Talismano” di Stephen King e Peter Straub

Una prima premessa.
Come ti dico sempre, io di Stephen King ho letto tutto esclusi tre libri (ora due), che tengo/tenevo per dopo. A ottobre, però, uscirà il prossimo romanzo del Re, intitolato Other Worlds Than These, che sarà il terzo capitolo della serie scritta con Peter Straub, cominciata con Il Talismano, appunto, e proseguita con La casa del buio. Questi due romanzi erano proprio due dei tre che mi mancavano e quindi, facendo saltare i miei piani, ho deciso di leggerli per non perdermi proprio Other Worlds Than These. Anche perché girano voci che questa terza parte potrebbe essere legata alla serie de La Torre Nera (sarà vero?) e questo l’ha resa, ai miei occhi, irresistibile. Sì, Roland di Gilead mi manca tremendamente.

Una seconda premessa.
A questo punto dirai: «Tutto questo entusiasmo e poi per leggere Il Talismano ci hai messo un mese?». Eh, ti avevo parlato del fatto che ormai faccio molta fatica a stare sveglio a leggere la sera. Ecco, i microcaratteri della mia ambitissima prima edizione Sperling & Kupfer sono stati una vera e propria tortura. Non sto scherzando e per dimostrarlo ti faccio fare un esperimento pratico. Prendi il libro che stai leggendo in questo momento e conta quante righe ci sono per ogni pagina. Ne Il Talisamno le righe per pagina sono 45. Con il sonno che attenta alla tua resistenza non aiuta proprio per un cazzo.

Sulla trama sarò veloce ma questa volta, a grandi linee, qualcosa te la dico, perché ci sta tu possa non conoscere un romanzo non proprio tra i più recenti (1984) e nemmeno tra i più famosi di King. Peraltro un fantasy, genere poco frequentato dall’autore, se escludiamo Fairy Tale e Gli occhi del drago. Scritto a quattro mani con Peter Straub, autore molto apprezzato ma del quale purtroppo non ho mai letto nulla. Rimedierò.

Il dodicenne Jack, orfano di padre, sta assistendo impotente alla morte della madre a causa di un tumore che non lascia scampo. Con lei, si isola in un hotel ad attendere la morte. Durante questo “ritiro” conosce un uomo che gli spiega che esistono altri mondi oltre al nostro e che, sapendolo fare, si può flippare da un mondo all’altro. Non solo, attraversando l’America e un altro mondo denominato I Territori potrà trovare un talisamno che salverà la vita proprio della madre. Nel viaggio, a metà tra il nostro mondo e quell’altro, Jack scoprirà che anche suo padre sapeva flippare e che la sua morte è stata organizzata (non sto spoilerando, succede subito) dal falso amico di famiglia e socio del padre. Scoprirà anche che spesso, nei diversi mondi, ci sono diverse versioni delle stesse persone, i gemellanti. Dai, posso fermarmi.

È stata una bella esperienza, vecchio stampo. Un King molto descrittivo e prolisso, come lo era una volta. 650 pagine (che poi saranno 1000 reali, con questi caratteri) che forse avrebbero potuto ridursi a 500 senza soffrire troppo, ma va bene così. Meglio di Fairy Tale ma non de Gli occhi del drago, per citare ancora i due altri fantasy. Forse avrei voluto affezionarmi di più a Jack, ma non ci sono riuscito. Vedremo, prima di ottobre leggerò anche La casa del buio e Jack tornerà come protagonista, ormai adulto, magari la mia empatia nei suo confronti subirà qualche scossone. Le parti emozionanti, comunque, soprattutto nel finale, non mancano.

A volte mi chiedo cosa farebbero gli editori di oggi se dovessero trovarsi a scegliere se pubblicare o meno un romanzo come questo (brand King escluso, ovviamente): un fantasy, di formazione, on the road. Troppi generi mischiati, non è quello che vuole il pubblico, difficile da incasellare e da vendere… Peraltro la narrazione non comincia “nel mezzo delle cose” ma comincia dai personaggi, come si faceva una volta. Come si faceva quando il bello non era l’azione ma vedere come un determinato personaggio, che avevi già conosciuto, reagiva all’azione stessa. Insomma come si faceva quando i romanzi erano ancora una cosa seria.

Fine del momendo nostalgico, ci risentiamo a breve. Se riesco adesso leggerò un saggio, ma non prendermi troppo in parola.

Ho letto quasi tutti i libri di Stephen King (ne ho lasciati indietro due, per dopo), ma quelli di cui ti ho parlato sul blog sono questi:

Il Talismano (1984, con Peter Straub)
Blaze (2007, come Richard Bachman)
Duma Key (2008)
Revival (2014)
Mr. Mercedes (2014)
Chi perde paga (2015)
Il bazar dei brutti sogni (2015)
Fine turno (2016)
La scatola dei bottoni di Gwendy (2017, con Richard Chizmar)
Sleeping Beauties (2017, con Owen King)
The Outsider (2018)
Elevation (2018)
L’istituto (2019)
Se scorre il sangue (2020)
Later (2021)
Guns – Contro le armi (2021)
Billy Summers (2021)
L’ultima missione di Gwendy (2022, con Richard Chizmar)
Fairy Tale (2022)
Holly (2023)
You like it darker (2024)
Never Flinch – La lotteria degli innocenti (2025)

I fumetti (sempre solo quelli di cui ti ho parlato sul blog):
Creepshow (1982)
The Stand / L’ombra dello scorpione (2010-2016)
Sleeping Beauties (2023)
L’uomo in nero (2023)

I saggi su King (idem, vedi sopra):
Stephen King sul grande e piccolo schermo di Ian Nathan (2019)
Il grande libro di Stephen King di George Beahm (2021)

“Just Keep Buying” di Nick Maggiulli

Il modo più semplice per risparmiare denaro e creare ricchezza.

Just Keep Buying, di Nick Maggiulli, è un libro che compare molto spesso nelle “scenografie posteriori” di molti podcaster e youtuber, sia italiani che esteri. Effettivamente ha venduto un botto: Maggiulli credo possa ritenersi molto soddisfatto. È un libro di infarinatura generica sulla finanza? Sì, ma non solo. È un libro ben scritto, facilmente comprensibile e allo stesso tempo completo. È uno di quelli di cui ti direi: «Puoi iniziare da qui».

Sostanzialmente è diviso in due parti, nella prima si occupa di risparmio e nella seconda di investimenti. C’è dentro anche un capitolo prettamente “americano”, riguardante il sistema pensionistico USA (401 k e affini), che risuta comunque interessante, anche solo per conoscenza.

L’ignoranza finanziaria che pervade e infesta il nostro paese non riguarda solo gli investimenti, ma spesso anche la capacità di risparmiare, anche se su questo siamo comunque messi meglio dell’americano medio. Quindi una lettura integrale non può che fare bene all’italiano che, generalmente, tende solo a piangersi addosso e ha poca voglia di studiare per migliorare la propria posizione (nel frattempo paga 4/5 Pay TV e non rinuncia a nulla perché “si vive una volta sola”).

Maggiulli tratta anche un argomento spesso trascurato in libri simili, cioè il quando e come vendere nel momento in cui si termina di coltivare e si comincia a raccogliere i frutti del proprio percorso finanziario. Una rarità tra i saggi di questo tipo.

In realtà questo volume non mi ha detto molto più di quello che sapevo già, ma rappresenta una di quelle letture “palestra” che servono per tirare avanti nel percorso finanziario. Una sorta di coach motivazionale necessario, proprio a causa dell’assenza di cultura generale che rende difficile il confronto nella vita di tutti i giorni, perlomeno da noi. Se non ci sono persone con cui confrontarsi, l’unica è sopperire con lettura e informazione costante, per non demordere.

Come sai, io non mi schiero politicamente, non credo che l’antiquato concetto di destra/sinistra nostrano, in stile derby calcistico, sia applicabile ai giorni nostri. Non voto, perché sono ateo, giustizialista e inclusivo, quindi nessuno mi può rappresentare in Italia (non so dove, in realtà). Recentemente, però, ho sentito qualcuno (leader di partito) proporre l’innalzamento della tassazione sugli investimenti (in uno dei paesi in cui si investe meno al mondo e fanalino di coda per la cultura finanziaria)… questo rappresenta perfettamente la nostra situazione politica. La ricerca dell’obiettivo contro cui puntare il dito (chi investe è “ricco”) – in puro stile derby, appunto – invece della più difficile strada verso l’informazione e la crescita, anche economica, dell’elettore (il populismo non ha colore). Ecco, non mi schiero politicamente, ma mi schiero contro le cazzate…

Libri che ho letto per accrescere le competenze finanziarie e/o personali:
Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie (1936)
Padre ricco padre povero di Robert T. Kiyosaki (1997)
Giocati dal caso di Nassim Nicholas Taleb (2001)
Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman (2011)
Capire l’economia for dummies di Roberto Fini (2014)
Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom (1994 aggiornato 2014)
Soldi. Domina il gioco di Anthony Robbins (2015)
Il piccolo libro dell’investimento di John C. Bogle (2017)
Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss (2017)
Diventare milionario con uno stipendio normale di Andrew Hallam (2018)
O la borsa o la vita di Vicki Robin e Joe Dominguez (2018, aggiornata)
Investire for dummies di Massimo Intropido (2020)
La psicologia dei soldi di Morgan Housel (2020)
I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale di Ray Dalio (2021)
L’economista sul tapis roulant di Luciano Canova (2023)
Investire senza trappole di Costantino Forgione (2023)
Sei già ricco ma non lo sai di Riccardo Spada (2024)
Just Keep Buying di Nick Maggiulli (2025 ita, 1°ed. UK 2022)
Investire senza dubbi di Riccardo Spada (2025)

“Corpi da reato” di James Ellroy

Era da parecchio che non proseguivo la mia lettura di James Ellroy, peraltro ho in sospeso ancora la terza parte della trilogia del sergente Hopkins. Corpi da reato è una raccolta di 9 racconti, inizialmente pubblicati su riviste. Tema centrale: omicidi con vittime donne, cioè femminicidi, se ci piace essere contemporanei (il libro è uscito nel 1999).

Sto diventando un po’ impermeabile allo stile di Ellroy che, sebbene sia estremamente caratteristico, è quasi sempre uguale a sé stesso. Frasi brevi, dialoghi succinti, crudezza delle descrizioni e delle situazioni. Talvolta (il primo racconto, Hush Hush, su tutti) è uno stile che sfocia nel nozionismo poliziesco, nell’elenco di nomi e luoghi, nella totale assenza di coinvolgimento emotivo (anche di chi legge). Talvolta, pare di leggere il referto di un’autopsia… 
Alcuni racconti più coinvolgenti di altri, certo, proprio dove lo stile non fagocita se’ stesso e lascia un po’ di spazio alla trama intesa in senso classico. Nessuno di questi racconti mi rimarrà in mente, tuttavia.

Un nota: è costante l’ossessione – dichiarata – di Ellroy per l’assassinio della madre da parte di ignoti. Un caso che ricompare più volte tra le righe di questi racconti, sia in forma implicita che, citato, in modo esplicito. Ho parlato già di questo in I miei luoghi oscuri, il libro in cui Ellroy racconta in prima persona la terribile esperienza che ha vissuto da bambino e la riapertura del caso decenni dopo (indagine alla quale ha partecipato attivamente).

Con Ellroy non partirei da Corpi da reato, se fossi in te. Per ora ti consiglio molto di più i primi due romanzi che trovi nell’elenco qui sotto o, meglio ancora, lo stesso autobiografico che ti ho appena ricordato. Vedi tu.

 

Libri che ho letto di James Ellroy:
Prega Detective (1981)
Clandestino (1982)
Le strade dell’innocenza (trilogia di Lloyd Hopkins, 1984)
Perché la notte (trilogia di Lloyd Hopkins, 1984)
L’angelo del silenzio (1986)
I miei luoghi oscuri (1996)
Corpi da reato (1999)

“I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale” di Ray Dalio

Dal trionfo alla caduta delle nazioni.

Ci ho messo parecchio a finire questo saggio di Ray Dalio, I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale è, infatti, un tomone di oltre 500 pagine densissimo di informazioni e grafici. Forse non una lettura per tutti, ma una lettura che, comunque, dovrebbero affrontare tutti. Ma partiamo dalla base, chi è Ray Dalio? (Copio e riassumo direttamente da Wiki).

Raymond Dalio (1949), è un imprenditore statunitense, fondatore di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund del mondo. Nel giugno 2019 è, secondo Bloomberg, la 58a persona più ricca del mondo. La sua fortuna personale è stimata da Forbes nel gennaio 2020 in 18,7 miliardi di dollari. Fra le altre cose, è famoso per essere autore del All weather portfolio [mi sa che ne abbiamo già parlato…], una innovativa filosofia di investimenti.

È un dato di fatto che saper trasmettere il sapere sia più difficile che accumularlo, ragion per cui non cercherò di spiegarti quello che Dalio spiega in modo eccellente in questo volume, ma mi limiterò ad accennarlo. Per tua informazione, Dalio è uno che accumula molto sapere ed è anche incredibilmente bravo nel trasmetterlo, a differenza mia. Quindi, di cosa parla questo libro?

In linea di massima possiamo dire che è un libro che descrive in modo esaustivo il funzionamento del mondo e delle potenze che, nell’arco del tempo, si avvincendano nel dominarlo. Perché è questo di cui parliamo, di dominio. È un libro attuale, ma al tempo stesso storico, perché spiega il presente guardando al passato, osservando cioè quei meccanismi che, nel tempo, si sono ripetuti più volte e che sono troppo estesi cronologicamente perché siano per noi – e per le nostre brevi vite – inquadrabili e comprensibili. Un esempio su tutti: il ruolo centrale che gli Stati Uniti hanno nell’economia mondiale. Ormai, per chiunque abiti il pianeta, gli Stati Uniti rappresentano la forza dominante del pianeta e pare impossibile vivere in una realtà che non sia questa. In realtà, però, i cicli di potere delle nazioni dominanti sono molto più “lunghi di noi” (si parla spesso di 2/3 secoli) e questo ci porta a non riuscire a vedere la situazione dell’insieme, in termini cronologici, perché siamo biologicamente focalizzati sul nostro breve periodo. Dalio riassume i Big Cycle di ascesa e declino di altre superpotenze del passato, come quello dell’Impero Olandese e dell’Impero Britannico, analizzando le – impressionanti – similitudini che esistono sia tra i Big Cycle stessi del passato, che con il Big Cycle che staremmo vivendo adesso, nel presente. La “parola” d’ordine è: come ha funzionato il mondo fino ad ora. E la verità è che questo sembra corrispondere a come sta ancora funzionando.

Tutto questo viene avvalorato da una incredibile moltitudine di dati di cui Dalio dispone, grazie al suo lavoro, e di cui deve, in verità, anche continuare a disporre, per continuare a svolgere il suo lavoro… Si parla davvero di tante cose, difficile riassumerle qui, ora. L’influenza dell’istruzione e dello spirito di sacrificio (che aiuta ad accumulare disponibilità) nella fase iniziale della formazione delle superpotenze, l’imbarbarimento culturale e l’incapacità alla rinuncia (che fa aumentare il debito) nel momento del declino… Ti ricorda qualcosa? Già, questa non è una lettura tranquillizzante. Al di là della comprensione di cosa sia e come funzioni, ad esempio, una valuta di riserva, e di come questa valuta sia una palla che viene rimbalzata da un impero all’altro nel corso del tempo, la visione di Dalio ti apre gli occhi su quei meccanismi globali che, forse, non vorresti conoscere.

Tutto questo è spiegato, ripeto, con una chiarezza e, appunto, un’abilità esplicativa più che invidiabile. Se sei dell’idea che “meno si sa è meglio si sta”, non credo dovresti leggere questo libro.
Lettore avvisato…

Ora un po’ di leggerezza, ci sarà di certo della narrativa per il prossimo post.

Libri che ho letto per accrescere le competenze finanziarie e/o personali:
Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie (1936)
Padre ricco padre povero di Robert T. Kiyosaki (1997)
Giocati dal caso di Nassim Nicholas Taleb (2001)
Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman (2011)
Capire l’economia for dummies di Roberto Fini (2014)
Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom (1994 aggiornato 2014)
Soldi. Domina il gioco di Anthony Robbins (2015)
Il piccolo libro dell’investimento di John C. Bogle (2017)
Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss (2017)
Diventare milionario con uno stipendio normale di Andrew Hallam (2018)
O la borsa o la vita di Vicki Robin e Joe Dominguez (2018, aggiornata)
Investire for dummies di Massimo Intropido (2020)
La psicologia dei soldi di Morgan Housel (2020)
I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale di Ray Dalio (2021)
L’economista sul tapis roulant di Luciano Canova (2023)
Investire senza trappole di Costantino Forgione (2023)
Sei già ricco ma non lo sai di Riccardo Spada (2024)
Investire senza dubbi di Riccardo Spada (2025)

“Hap & Leonard – Capitani oltraggiosi” di Joe R. Lansdale

Capitani oltraggiosi e il sesto romanzo della serie di Hap & Leonard, i due quasi investigatori creati da Joe Lansdale. Sarò breve, perché ormai le cose che ti dico su questa serie rischiano di essere forse sempre le stesse… ma non troppo.

Il lato positivo di questo episodio sono, come sempre, i personaggi. Hap e Leonard rimangono assolutamente intrattenenti, irriverenti e privi di qualsiasi forma di correttezza e rispetto verso qualsiasi categoria sociale. Sappiamo, in questo periodo, quanto ci sia bisogno di questa assenza di politically correct per riuscire a vedere le cose da una prospettiva intelligente. Intelligente sì, perché Lansdale, come ci ha ormai abituato, rinuncia alla correttezza nella forma ma non nei contenuti. Si può ridere ed essere volgari e irrispettosi comunicando comunque dei buoni valori. Benvenuti nel mondo reale.

Il lato negativo, ahimè, questa volta è la trama. Una trama a tratti inconsistente, quasi che i personaggi vengano sballottati da una parte all’altra senza una vera e propria logica (come, forse, nella vita vera eh). Tra viaggi in Sud America e gangster locali, ritorni negli States e scene pulp, questo romanzo si conclude in modo brusco, forse troppo. Peccato.

Ho già acquistato i prossimi due romanzi della serie (che purtroppo Einaudi non ha ancora pubblicato in un terzo tomone-trilogia) e il successivo Una coppia perfetta – I racconti di Hap e Leonard, quindi non sarà certo questo inciampo a fermarmi.

Romanzi che ho letto di Joe R. Lansdale:
Il lato oscuro dell’anima (1982)
La morte ci sfida (1984)
La sottile linea scura (2002)
Notizie dalle tenebre (2014)

Trilogia Drive-in:
Il drive-in (1988)
Il drive-in 2 (non uno dei soliti seguiti) o Il giorno dei dinosauri (1989)
La notte del drive-in 3. La gita per turisti (2005)

Trilogia Ned la Foca:
Fuoco nella polvere (2001)

Ciclo Hap & Leonard:
Una stagione selvaggia (1990)
Mucho Mojo (1994)
Il mambo degli orsi (1995)
Bad chili (1997)
Rumble Tumble (1998)
Capitani oltraggiosi (2001)

“Banco” di Henri Charrière

Pensavo fossero trascorsi due o tre anni dalla mia lettura di Papillon e, invece, boooom… salta fuori che l’avevo letto nel 2018, otto anni fa. Che botta. Il tempo passa, la vita passa, la morte si avvicina.

Detto questo, ho letto Banco, il seguito che Henri Charrière ha scritto e che racconta della sua vita in Venezuela, una volta evaso, fino ad arrivare alla pubblicazione del suo primo libro e al successo letterario globale.

È stato tutto esattamente come mi aspettavo. Anche questo è un tomone da quasi 600 pagine scritto in modo molto scorrevole e coinvolgente. Charrière riprende lo stile in prima persona al tempo presente che aveva già caratterizzato Papillon e ti porta dentro la sua storia, di fianco a lui, per mano, oserei dire. Tuttavia… tuttavia Banco non è Papillon, non ha la stessa carica e non ha le stesse cose da dire. Banco è una grande autocelebrazione dell’autore che, giustamente, cavalca l’onda del successo. Forse – se quello che è raccontato nel primo libro è vero – Banco è anche l’occasione per Charrière di togliersi qualche sassolino in più dalla scarpa.

Imperdibile? No, sicuramente no. Lo leggi per lo stile, non per la storia. Se vuoi sapere come ha vissuto Papi in Venezuela, dei suoi vari business, dei suoi amori… questo è il libro giusto. Se vuoi, insomma, percorrere ancora un pezzo di strada con lui, Banco è il libro che ti consente di godere di un po’ di luce riflessa dell’insuperabile Papillon.

“O la borsa o la vita” di Vicki Robin e Joe Dominguez

Non sto leggendo molto, lo so. Sorvoliamo un attimo su questa situazione e dedichiamoci subito a O la borsa o la vita di Vicki Robin e Joe Dominguez. Questo è un libro molto famoso, pubblicato la prima volta circa 25 anni fa e ritenuto tra i capisaldi del movimento F.I.R.E. (Financial Independence, Retire Early – Indipendenza Finanziaria, Pensionamento Anticipato). Un libro che è spesso citato da blogger, youtuber e esperti di pianificazione finanziaria, un vero e proprio must read.

Ti dirò, sono molto combattuto a riguardo. Non so bene come affrontare l’argomento. Devo scindere quella che è la mia esperienza personale con quella di molte altre persone, tante delle quali ho anche intorno nella vita di tutti i giorni. Sarò tranchant: questo è stato per me un libro inutile. Il focus della mia “sentenza” deve essere, però, posto sul per me, non sull’inutile. Non devo rischiare di cadere nella trappola – nel bias, per essere più tecnici – del “siccome per me è ovvio, allora anche per gli altri deve esserlo”, perché, a tutti gli effetti, così non è.

Mi spiego e sarò sintetico. Questo libro mi vuole insegnare ad essere come io già sono. Il pensiero che più mi ha attraversato la testa mentre leggevo è stato spesso un – altrettanto tecnico – “grazie al cazzo”. Soluzioni, trucchi, stratagemmi finanziari lapalissiani… Ma per tutti o solo per me? Inizio a temere che la verità non sia così ovvia. Chiaro, è un libro scritto per americani che, come ormai sappiamo, sono abituati fin dalla nascita a vivere al di sopra delle proprie possibilità, con un sistema che incentiva l’indebitamento costante, le carte di credito, la rateizzazione, le spese mensili su tutto. Un sistema così diverso dal nostro? Forse una volta, oggi meno.

Ti farò un esempio pratico (che invento, ma calza benissimo ed è in linea). Hai un debito da 100.000 dollari. Ti serve una macchina. Invece di comprarne una da 60.000 dollari, comprane una da 20.000 e con i 40.000 di differenza abbatti il debito più in fretta, diminuendo anche gli interessi sul debito stesso.
Eccoci: grazie al…

Però, però, però. Però poi mi guardo intorno.
E, premetto, non sono circondato da miliardari. Non da poveracci, ma nemmeno da Musk e Bezos, insomma. C’è quell’amico che deve fare un po’ di conti, ma ha comunque l’abbonamento a sei servizi di streaming a pagamento. Quell’altro che ha un auto che vale 50 dei suoi stipendi mensili. Quello che “si vive una volta sola” e con questa psicologia non sta assicurando un futuro per i suoi figli. Aperitivi, cene, vacanze, microspese di ogni genere. Poi, quando tu parli di investimenti, di allocare il denaro in modo che il denaro lavori (far lavorare il denaro per te, dicesi) per migliorare costantemente il tuo stile di vita (magari con un pensionamento anticipato) quegli stessi amici ti guardano con quello sguardo alla “eh va bè perché tu c’hai i soldi”.
E no, un momento, col cazzo.
Spendi 500 euro all’anno per guardare la TV (io ho un singolo servizio di streaming da 6 euro al mese). Sono 5000 euro, in dieci anni, e ho preso solo suna voce delle tue uscite. Hai un auto che pagherai in quattro anni della tua vita, nei quali lavorerai SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per pagare l’intero importo. La mia auto ha 13 anni e, da nuova, costava un sesto della tua.
Capisci, a quel punto, che dovresti sfanculare tutti, prima che si verifichi l’evento futuro tanto caro al movimento F.I.R.E.

Già, perché il mio obiettivo è smettere di lavorare e vivere solo facendo quello che mi piace, e non lo vedo come un obiettivo a lunghissimo termine. Non domani, certo, ma nemmeno a settant’anni. E quando lo dichiari… ecco che rispunta quello sguardo tipo “eh, chissà che capitale e che fortuna avrai avuto per poter avere un obiettivo così”. Le persone dimenticano, non calcolano. Specie quando ricordare e calcolare significa anche fare dei sacrifici e seguire un percorso che richieda una certa forza di volontà. La verità è che le persone giustificano la propria mancanza di determinazione cercando una scusante esterna.

Ma sto divagando, però, anche se in senso lato, è anche di questo che si parla in O la borsa o la vita. Si parla di quali siano le linee da seguire per raggiungere l’obiettivo di cominciare a vivere davvero, e non solo di essere una rotella nell’ingranaggio del lavoro per tutta l’esistenza… una rotella lubrificata da una serie di benefit inconsistenti che ti ammanettano a loro stessi, alla macchina che stai pagando.

Va bene, mi fermo.

Nel libro si parla anche di qualcosa che apprezzo molto e che già conoscevo. Il concetto di trasformazione da denaro a energia vitale, i famosi quattro anni che utilizzi per pagare la macchina. Cioè la costante trasparenza di pensiero che ti fa capire che quello che paghi non viene pagato in denaro ma in tempo, il tempo che impieghi a guadagnare il denaro necessario. Detto in altro modo: il valore reale che dai alla tua vita. Detto ancora più semplice: se quattro anni della tua vita valgono un automobile, la tua vita vale molto poco.

Niente di nuovo quindi. Un libro inutile, per me.

Libri che ho letto per accrescere le competenze finanziarie e/o personali:
Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie (1936)
Padre ricco padre povero di Robert T. Kiyosaki (1997)
Giocati dal caso di Nassim Nicholas Taleb (2001)
Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman (2011)
Capire l’economia for dummies di Roberto Fini (2014)
Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom (1994 aggiornato 2014)
Soldi. Domina il gioco di Anthony Robbins (2015)
Il piccolo libro dell’investimento di John C. Bogle (2017)
Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss (2017)
Diventare milionario con uno stipendio normale di Andrew Hallam (2018)
O la borsa o la vita di Vicki Robin e Joe Dominguez (2018, aggiornata)
Investire for dummies di Massimo Intropido (2020)
La psicologia dei soldi di Morgan Housel (2020)
L’economista sul tapis roulant di Luciano Canova (2023)
Investire senza trappole di Costantino Forgione (2023)
Sei già ricco ma non lo sai di Riccardo Spada (2024)
Investire senza dubbi di Riccardo Spada (2025)