“The Outsider” di Stephen King

Il corpo di Frank Peterson, undici anni, viene ritrovato in un parco. È stato ucciso, ma non prima di essere mutilato, morsicato e sodomizzato con il ramo di un albero. Impronte, testimonianze, DNA, tutto conduce verso un unico sospettato: il cittadino modello Terry Maitland, allenatore della squadra giovanile del paese, quello che si definirebbe “una pasta d’uomo”. Solo che Terry ha un alibi di ferro. Il giorno dell’omicidio era fuori città con dei colleghi insegnanti, ed è anche stato registrato da delle telecamere, oltre ad aver lasciato delle inequivocabili impronte…

Non posso proprio andare oltre, altrimenti ti dico troppo. The Outsider è un giallo per le prime 200 pagine, con indagini, interrogatori, ecc., poi diventa un enigma per una cinquantina di pagine, ed infine una caccia all’uomo (e anche qui mi fermo). Si inserisce perfettamente nel genere poliziesco/soprannaturale che Stephen King ha inaugurato con la trilogia di Mr. Mercedes (seguito da Chi perde paga e da Fine turno). A prova di questo ritroviamo, tra i protagonisti, Holly Gibney, coprotagonista proprio della trilogia.

È un librone alla King, nel senso quantitativo del termine. Sono 530 pagine molto fitte, eppure scorre via veloce. Ho letto molte critiche riguardo al finale (non spoilero, vai tranquillo), universalmente riconosciuto come il tallone d’Achille dello scrittore, ma devo dire che in realtà ci ha abituato a molto peggio (vedi The dome). Certo, The Outsider non sarà tra i capolavori del Re, ma è comunque godibile e la rappresentazione del Male è accettabile. D’altra parte non si può pretendere che ogni volta si arrivi ai picchi immagino-filosofici di IT (no, non il pagliaccio né il ragno del cinema/tv, intendo il Male vero del romanzo, l’opera d’arte). Qui invece siamo più dalle parti di X-Files che della tartaruga nell’Universo (questa la capisci solo se hai letto IT), ma per divertirsi può funzionare.

Per chi, come me, ha letto l’opera omnia, ci sono alcuni riferimenti al Ka e, appunto, all’eterna contrapposizione delle forze che regolano l’Universo. Sono tuttavia molto marginali, non rappresentano una difficoltà di lettura per un primo approccio. Più consistenti i rimandi alla storia di Brady Hartsfield della trilogia citata sopra, ma anche qui non sono necessari alla trama, è più un gioco citazionistico per gli appassionati.

Insomma, se vuoi un romanzo di King che ti tenga “incollato” questo The Outsider lo fa. Certo, è molto semplice e ben lontano dalla storica complessità dello scrittore, ma non è detto che tutti siano pronti a comprenderla o ad afforntarla…
Ora attendo l’uscita di Elevation, anche se la lunghezza ridotta (144 pg.) dell’edizione mi fa presagire il peggio (e per “il peggio” intendo La scatola dei bottoni di Gwendy).

Una nota: il 19 novembre è morto Tullio Dobner, storico traduttore di Stephen King. Era ormai parecchio che non lavorava sui libri del Re, ma li ha tradotti per trent’anni ininterrottamente (1983-2012), prendendo in pieno buona parte del periodo in cui io ho cominciato a leggerlo. Il suo stile rimane senza dubbio il migliore, senza offesa per gli altri traduttori.

5 pensieri riguardo ““The Outsider” di Stephen King”

  1. Sono d’accordo su tutto. Io l’ho comprato quest’estate mentre ero in vacanza a Londra, e devo dire che anche letto in inglese fluisce molto bene, e non me lo aspettavo perché altri suoi libri che avevo letto in lingua originale, come Dreamcatcher, li avevo trovati linguisticamente piuttosto ostici.

    Mi è piaciuto il paragone che hai fatto con X-Files, ed è vero, assomiglia molto allo sue storie. Io non l’ho visto molto, per cui il primo riferimento che mi è venuto in mente è stato Supernatural, ma più o meno come meccanismo siamo lì.

    Io ho trovato come unico difetto l’eccessiva velocità del confronto con il cattivo; mi sarebbe piaciuto vederlo un po’ più sviluppato, magari un po’ più lungo, soprattutto perché arriva dopo una storia che procede con un ritmo tutto sommato abbastanza lento. Ho adorato rivedere Holly, che mi piaceva da impazzire anche nella trilogia con Bill Hodges, e mi è piaciuto moltissimo scoprire come ha affrontato la morte di Bille cosa ha fatto dopo. E ho amato, forse irrazionalmente, il modo di dire che ha Bill: non c’è più limite all’universo.

    Anche io temo che Elevation possa essere come La scatola dei bottoni di Gwendy, e quel poco che ho letto online mi conferma questo timore; lo leggerò lo stesso, ma mi chiedo che senso abbia rilasciare queste novelle così, autonome, invece di raccoglierle come aveva fatto con Stagioni Diverse, tipo; cash, sicuramente, ma non credo sia uno che ne abbia bisogno.

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    1. Certo, mi ricordo della tua lettura in lingua originale, l’avevo vista la tua recensione.
      Non posso che concordare sui tempi: sviluppo lento ed epilogo veloce. Anche se è una lentezza strana, nel senso che non annoia, ma ti spinge sempre a trovare un minuto libero per vedere cosa succede nella pagina successiva.

      L’acchiappasogni credo sia uno dei libri che mi è piaciuto meno di King, insieme a Rose Madder e Il gioco di Gerald. Ma poi questi sono gusti, ognuno ha il suo, fortunatamente.

      No, di soldi non sembra averne bisogno, meno che mai ora che stanno esplodendo le molte serie tratte dalle sue opere (che io però non guardo), per non parlare del boom al boxoffice di It. Ho letto che, solo per i libri, guadagna variabilmente dai 20 agli 80 milioni l’anno. Credo non siano inclusi i diritti cinema/tv, ci siamo capiti… Eppure le ultime sue uscite il dubbio lo fanno venire.
      Magari poi Elevation sarà una piccola perla, ma effettivamente “ai tempi” lo avrebbe inserito in qualche raccolta da 4/5 racconti. Vedremo come gira la ruota del ka.

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      1. Mi chiedo se non ci sia anche una componente “anagrafica”, tipo che ha paura di non riuscire a vederli pubblicati per cui li rilascia appena sono pronti senza aspettare di averne altri per fare un volume piú corposo. Il mio vero problema con La scatola dei bottoni di Gwendy era che si tratta di una storia piuttosto insipida piuttosto che la lunghezza, spero anche io che Elevation sia meglio.

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