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“Factfulness” di Hans Rosling

Factfulness è uno dei saggi che avevo in lista da leggere da parecchio tempo. Questa volta non si parla di finanza o di economia, ma di crescita personale in senso più ampio. Questo è un libro che apre la mente, così come era nell’intenzione del suo, purtroppo, defunto autore (scritto a sei mani con il figlio Ola Rosling e la di lui moglie Anna Rosling Rönnlund).

Hans Rosling era un medico, statistico e conferenziere svedese; uno di quelli sempre in movimento, sia dal punto di vista medico, appunto, che da quello divulgativo (recupererò i suoi Ted Talks). In contatto con ogni parte della società, dalle più basse situazioni di povertà e miseria – era spesso impegnato sul posto per arginare epidemie nei paesi più poveri del mondo – fino alle più alte cariche aziendali e istituzionali. Insomma, uno che aveva una visione reale delle cose perché ci buttava dentro il naso.

Questo saggio parte dallo spunto di un semplice test di 12 domande sulle condizoni del mondo che Rosling ha posto a circa 12 mila persone, senza che nessuno abbia saputo rispondere correttamente (miglior risultato: una persona ha risposto correttamente a 11 domande su 12). Il 78% degli intervistati ha risposto peggio di quanto avrebbero fatto delle scimmie lanciando delle banane sulle risposte (ossia di quanto si sarebbe ottenuto con risposte realmente casuali e non influenzate da bias).

Ti faccio l’esempio di una domanda, così ci capiamo.
Quanti sono attualmente nel mondo i bambini con meno di un anno vaccinati contro una qualsiasi malattia?
A – 20%
B – 50%
C – 80%
La risposta corretta è C.

Rosling in questo saggio spiega come effettuare valutazioni basandosi su dati reali e statistici, non su opinioni o impressioni. Il risultato è quello ben evidente nell’esempio di qui sopra: le cose vanno meglio di come pensiamo. E questo non solo in ambito medico (le domande e il libro parlano di molto altro oltre alla medicina), ma anche economico e sociale.

Questo è uno di quei saggi che andrebbe letto ogni qualche anno per ricordarsi come si dovrebbe ragionare. Gli argomenti trattati sono tanti ma tutti sono affrontati con estrema razionalità e con dati incontestabili. Le debolezze del pensare tipicamente umano sono messe a nudo, senza scuse. L’obiettivo di Rosling era quello di aprire la mente del lettore… ed è un obiettivo centrato al 100%.

Probabilmente il miglior saggio che ho letto negli ultimi due anni, estremamente profondo ma al tempo stesso scorrevole. Se non l’hai letto, dovresti leggerlo. E poi rileggerlo. E poi ricominciare, ancora.

Libri che ho letto per accrescere le competenze finanziarie e/o personali:
Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie (1936)
Padre ricco padre povero di Robert T. Kiyosaki (1997)
Giocati dal caso di Nassim Nicholas Taleb (2001)
Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman (2011)
Capire l’economia for dummies di Roberto Fini (2014)
Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom (1994 aggiornato 2014)
Soldi. Domina il gioco di Anthony Robbins (2015)
Il piccolo libro dell’investimento di John C. Bogle (2017)
Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss (2017)
Diventare milionario con uno stipendio normale di Andrew Hallam (2018)
O la borsa o la vita di Vicki Robin e Joe Dominguez (2018, aggiornata)
Factfulness di Hans Rosling (2018)
Investire for dummies di Massimo Intropido (2020)
La psicologia dei soldi di Morgan Housel (2020)
I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale di Ray Dalio (2021)
L’economista sul tapis roulant di Luciano Canova (2023)
Investire senza trappole di Costantino Forgione (2023)
Sei già ricco ma non lo sai di Riccardo Spada (2024)
Just Keep Buying di Nick Maggiulli (2025 ita, 1°ed. UK 2022)
Investire senza dubbi di Riccardo Spada (2025)

“Investire senza dubbi” di Riccardo Spada

I post sul blog si sono diradati, lo so, e così anche le letture. Confido che la visita oculistica, con relativa correzione di 0.75 per occhio, oltre a ledere la mia dignità, porti una maggiore frequenza. Avevo anche fatto una pausa per quanto riguarda proprio le letture di educazione finanziaria. Un po’ perché mi stavo comunque ammazzando di The Bull – il podcast di Riccardo Spada, l’autore di cui ti parlo oggi – e un po’ perché sto riuscendo a diradare questo argomento senza perdere pezzi di conoscenza (incomincio a ricordarmi quello che studio, incredibilmente).

Detto ciò, veniamo a Investire senza dubbi, secondo libro di Spada dopo Sei già ricco ma non lo sai. Ora, qui rischio di dirti una cosa che potrebbe essere fraintesa, quindi devi stare attento (o, meglio, devo cercare di esprimermi bene io). Anzi, facciamo un paragone, che funziona sempre bene. Sei già ricco ma non lo sai corrisponde alle scuole elementari, Investire senza dubbi alle scuole medie. Questo cosa significa? Che se sai già leggere, scrivere e fare i conti, il primo libro FORSE lo puoi saltare. Però, detto in termini più pratici, significa sapere già cosa sia un ETF, un interesse composto, sapere come ti spolpano le gestioni patrimoniali delle banche e tante altre cose. Insomma, non so quanti possano saltarlo, in Italia, il primo libro…

Nel suo secondo libro, Spada va a fondo degli argomenti trattati nel primo, li sviscera e si prende anche la “libertà” di iniziare a presentare qualche formula un po’ più complessa. Talvolta la matematica di queste formule è difficile da seguire, ma questo non è un problema, il senso dell’insieme si capisce. Diciamo che, se il primo libro era un volume di informazione, questo secondo si sposta più sull’azione vera e propria (ah, che gioco di parole fantastico, oggi Zelig). Si va a fondo di argomenti (azioni – appunto – obbligazioni, materie prime, differenziazione, ecc.) con il fine di mettere in pratica ciò che si è arrivati a conoscere. Con il fine, insomma, di costruire il proprio portafoglio in modo sensato e pensato.

Penso che Spada sia un ottimo divulgatore, in questo volume ho trovato cose che già sapevo e altre che non avevo ben capito. Ora penso di averle capite. Spiegata benissimo, ad esempio, tutta la parte relativa al P/E ratio, l’earning yield e il Cape ratio delle azioni, che spesso si afferra ma non proprio pienamente (soprattutto per chi non ha studiato economia). L’obiettivo di questo libro rimane quello di far comprendere come la distribuzione degli investimenti sia variabile da persona a persona e come non esista lo “standard” che vesta bene per tutti. Per arrivare a cucirsi l’abito su misura bisogna aver compreso sia il funzionamento dei singoli asset ma anche la funzione che questi asset hanno tra loro. Oltre, ovviamente, il funzionamento di sé stessi, una cosa su tutte la propria personale avversione al rischio (e il proprio orizzonte temporale e molto altro…).

Sicuramente ti consiglierei entrambi i libri di Spada, anche come inizio e fine, se non hai voglia di studiare altro. C’è tutta la conoscenza di cui un essere umano normale necessita per organizzare i propri investimenti.

Ora mi sa che leggo qualcosa di Lansdale, così ci svaghiamo un po’.

Libri che ho letto per accrescere le competenze finanziarie e/o personali:
Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie (1936)
Padre ricco padre povero di Robert T. Kiyosaki (1997)
Giocati dal caso di Nassim Nicholas Taleb (2001)
Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman (2011)
Capire l’economia for dummies di Roberto Fini (2014)
Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom (1994 aggiornato 2014)
Soldi. Domina il gioco di Anthony Robbins (2015)
Il piccolo libro dell’investimento di John C. Bogle (2017)
Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss (2017)
Diventare milionario con uno stipendio normale di Andrew Hallam (2018)
Investire for dummies di Massimo Intropido (2020)
La psicologia dei soldi di Morgan Housel (2020)
L’economista sul tapis roulant di Luciano Canova (2023)
Investire senza trappole di Costantino Forgione (2023)
Sei già ricco ma non lo sai di Riccardo Spada (2024)
Investire senza dubbi di Riccardo Spada (2025

“La collina dei ricordi” di Richard Adams

La collina dei ricordi (1996) è il seguito del famosissimo romanzo La collina dei conigli (1972) che, ti ricordo, ha venduto 50 milioni di copie nel mondo. A differenza del romanzo, che era  molto corposo, questo seguito è però solo una breve raccolta di racconti (260 pagine).

Il libro è strutturato in tre parti: le prime due sono composte da racconti che riguardano la mitologia di El-Ahrairà, una sorta di Gesù (solo più cazzuto) dei conigli, la terza invece racconta i  mesi immediatamente successivi alle vicende del romanzo, dopo la formazione della nuova colonia da parte del coniglio capo Moscardo e la sconfitta del generale Vulneraria. In tutto sono 19 racconti.

Quella che Richard Adams compie è una sorta di operazione nostalgia, riportando in vita i conigli a cui ti eri affezionato nel primo libro. Ritrovi quindi, oltre a Moscardo, anche Parruccone, Quintilio, Dente di Leone, Kaisentlaia, Ramolaccio e il gabbiano scorbutico Kehaar. Purtroppo però l’effetto amarcord non è sufficiente e la differenza dal primo romanzo si sente, sia in termini quantitativi che qualitativi.
Ti faccio un esempio. Ne La collina dei conigli le leggende di El-Ahrairà erano degli intermezzi perfettamente integrati nella trama principale, con una funzione formativa per i conigli più piccoli/inesperti, e coerenti con il racconto. Qui cercano, invece, di vivere di vita propria, ma in questo modo perdono il loro motivo di esistenza, e spesso ti lasciano indifferente. Paradossalmente, in questo secondo libro, dove la mitologia “coniglia” è maggiormente presente, viene a mancare quel senso epico che era invece la forza caratterizzante del romanzo.

Mi dispiace molto dirlo, perché il romanzo di Adams mi era veramente piaciuto, ma questa raccolta mi sembra essere qualcosa di molto vicino a una mossa commerciale. Non appassiona, non coinvolge e, nella terza parte, quella che dovrebbe essere l’ideale proseguo del romanzo, a tratti annoia. È un peccato, ma forse questo seguito non era necessario, l’Odissea di Moscardo e dei suoi conigli era già perfetta così, e probabilmente irripetibile.