Il Talismano di Stephen King e Peter Straub

“Il Talismano” di Stephen King e Peter Straub

Una prima premessa.
Come ti dico sempre, io di Stephen King ho letto tutto esclusi tre libri (ora due), che tengo/tenevo per dopo. A ottobre, però, uscirà il prossimo romanzo del Re, intitolato Other Worlds Than These, che sarà il terzo capitolo della serie scritta con Peter Straub, cominciata con Il Talismano, appunto, e proseguita con La casa del buio. Questi due romanzi erano proprio due dei tre che mi mancavano e quindi, facendo saltare i miei piani, ho deciso di leggerli per non perdermi proprio Other Worlds Than These. Anche perché girano voci che questa terza parte potrebbe essere legata alla serie de La Torre Nera (sarà vero?) e questo l’ha resa, ai miei occhi, irresistibile. Sì, Roland di Gilead mi manca tremendamente.

Una seconda premessa.
A questo punto dirai: «Tutto questo entusiasmo e poi per leggere Il Talismano ci hai messo un mese?». Eh, ti avevo parlato del fatto che ormai faccio molta fatica a stare sveglio a leggere la sera. Ecco, i microcaratteri della mia ambitissima prima edizione Sperling & Kupfer sono stati una vera e propria tortura. Non sto scherzando e per dimostrarlo ti faccio fare un esperimento pratico. Prendi il libro che stai leggendo in questo momento e conta quante righe ci sono per ogni pagina. Ne Il Talisamno le righe per pagina sono 45. Con il sonno che attenta alla tua resistenza non aiuta proprio per un cazzo.

Sulla trama sarò veloce ma questa volta, a grandi linee, qualcosa te la dico, perché ci sta tu possa non conoscere un romanzo non proprio tra i più recenti (1984) e nemmeno tra i più famosi di King. Peraltro un fantasy, genere poco frequentato dall’autore, se escludiamo Fairy Tale e Gli occhi del drago. Scritto a quattro mani con Peter Straub, autore molto apprezzato ma del quale purtroppo non ho mai letto nulla. Rimedierò.

Il dodicenne Jack, orfano di padre, sta assistendo impotente alla morte della madre a causa di un tumore che non lascia scampo. Con lei, si isola in un hotel ad attendere la morte. Durante questo “ritiro” conosce un uomo che gli spiega che esistono altri mondi oltre al nostro e che, sapendolo fare, si può flippare da un mondo all’altro. Non solo, attraversando l’America e un altro mondo denominato I Territori potrà trovare un talisamno che salverà la vita proprio della madre. Nel viaggio, a metà tra il nostro mondo e quell’altro, Jack scoprirà che anche suo padre sapeva flippare e che la sua morte è stata organizzata (non sto spoilerando, succede subito) dal falso amico di famiglia e socio del padre. Scoprirà anche che spesso, nei diversi mondi, ci sono diverse versioni delle stesse persone, i gemellanti. Dai, posso fermarmi.

È stata una bella esperienza, vecchio stampo. Un King molto descrittivo e prolisso, come lo era una volta. 650 pagine (che poi saranno 1000 reali, con questi caratteri) che forse avrebbero potuto ridursi a 500 senza soffrire troppo, ma va bene così. Meglio di Fairy Tale ma non de Gli occhi del drago, per citare ancora i due altri fantasy. Forse avrei voluto affezionarmi di più a Jack, ma non ci sono riuscito. Vedremo, prima di ottobre leggerò anche La casa del buio e Jack tornerà come protagonista, ormai adulto, magari la mia empatia nei suo confronti subirà qualche scossone. Le parti emozionanti, comunque, soprattutto nel finale, non mancano.

A volte mi chiedo cosa farebbero gli editori di oggi se dovessero trovarsi a scegliere se pubblicare o meno un romanzo come questo (brand King escluso, ovviamente): un fantasy, di formazione, on the road. Troppi generi mischiati, non è quello che vuole il pubblico, difficile da incasellare e da vendere… Peraltro la narrazione non comincia “nel mezzo delle cose” ma comincia dai personaggi, come si faceva una volta. Come si faceva quando il bello non era l’azione ma vedere come un determinato personaggio, che avevi già conosciuto, reagiva all’azione stessa. Insomma come si faceva quando i romanzi erano ancora una cosa seria.

Fine del momendo nostalgico, ci risentiamo a breve. Se riesco adesso leggerò un saggio, ma non prendermi troppo in parola.

Ho letto quasi tutti i libri di Stephen King (ne ho lasciati indietro due, per dopo), ma quelli di cui ti ho parlato sul blog sono questi:

Il Talismano (1984, con Peter Straub)
Blaze (2007, come Richard Bachman)
Duma Key (2008)
Revival (2014)
Mr. Mercedes (2014)
Chi perde paga (2015)
Il bazar dei brutti sogni (2015)
Fine turno (2016)
La scatola dei bottoni di Gwendy (2017, con Richard Chizmar)
Sleeping Beauties (2017, con Owen King)
The Outsider (2018)
Elevation (2018)
L’istituto (2019)
Se scorre il sangue (2020)
Later (2021)
Guns – Contro le armi (2021)
Billy Summers (2021)
L’ultima missione di Gwendy (2022, con Richard Chizmar)
Fairy Tale (2022)
Holly (2023)
You like it darker (2024)
Never Flinch – La lotteria degli innocenti (2025)

I fumetti (sempre solo quelli di cui ti ho parlato sul blog):
Creepshow (1982)
The Stand / L’ombra dello scorpione (2010-2016)
Sleeping Beauties (2023)
L’uomo in nero (2023)

I saggi su King (idem, vedi sopra):
Stephen King sul grande e piccolo schermo di Ian Nathan (2019)
Il grande libro di Stephen King di George Beahm (2021)

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.