Sì, lo so che è un po’ che non ci sentiamo, sto finendo Il Talismano di Stephen King e non si sta rivelando un’impresa facile – soprattutto a causa della narcolettica dimensione dei caratteri – ma di questo ne parleremo tra poco, lo prometto. Ebbene, ieri, in un cinema da 10 sale occupate tutte da film con Tom Holland (fuori anche con Spider-Man: Brand New Day), sono andato finalmente a vedere Odissea, di Christopher Nolan. Non l’ho visto in IMAX, te lo dico subito, così non ne parliamo più, che su questo argomento è già stato detto tanto e non andiamo a saturare oltre.
No, la trama dell’Odissea di Omero io non te la racconto. Dai, non ce n’è proprio motivo. Se non l’hai studiata a scuola avrai avuto modo di vedere almeno il film con Kirk Douglas, se non lo sceneggiato Rai. Ma poi, se tu non sapessi di cosa stiamo parlando, cosa staresti facendo qui e, soprattutto, perché dovresti essere andato a vedere Odissea al cinema? C’è Spiderman per te, peraltro Holland è fuori contemporaneamente con due film che hanno superato il miliardo di incassi ciascuno, nuovo record per un attore.
L’Odissea di Nolan è come avrebbe dovuto essere.
Potremmo chiuderla qui.
Ho visto esattamente quello che mi aspettavo: quello che una volta, nel buon vecchio Cinema, sarebbe stato definito – con un termine oggi un po’ in disuso e fuori moda – un kolossal. Chiunque vorrà riproporre il poema omerico sullo schermo dovrà ora confrontarsi con l’ennesimo centro di Nolan. In ogni caso credo che passeranno anni, prima che questo possa accadere (minacce di Musk permettendo).
Io lo so che ci sono quelli che, fin dall’inizio, stanno cercando di fare la punta al cazzo (termine tecnico usato spesso nella critica cinematografica…) sui dettagli, gli elmi non storicamente accurati, eccetera, eccetera, eccetera… È un fantasy, l’Odissea è un fantasy. Punto. Vi siete mai accorti che non esistono i giganti con un occhio solo? Ecco.
Se proprio volessimo cagare il… ok, mi placo. Se proprio volessimo essere molto severi, le due critiche (sempre che lo siano) che potremmo fare sarebbero queste:
· Per forza di cose, dovendo seguire il poema epico classico, un po’ di personalizzazione registica si va a perdere, in rispetto a qualcosa che non può essere snaturato più di tanto. Tradotto: lo stesso film avrebbe potuto essere girato altrettanto bene da registi con una potenza visiva e sonora simile a quella di Nolan, come Villeneuve o Scott. È una colpa? In questo caso specifico, non credo.
· È un film senza tempo. Tolta la tecnologia IMAX (della quale, però, non ho potuto, come molti, fruire appieno) avrebbero potuto girarlo dieci anni fa, non sarebbe cambiato nulla. Di nuovo, è una colpa? Più che altro è qualcosa che indica una qualità duratura, probabilmente.
Nolan ha inserito comunque, con la giusta delicatezza e senza calcare la mano, qualche messaggio più attuale. Al di là di quello relativo al ruolo delle figure femminili, quello che mi ha colpito di più è stato quello riservato alla consapevolezza dell’orrore della guerra nella coscienza di Ulisse. C’è stato un pizzico del Kurtz di Brando nei suoi occhi, per un breve istante.
Credo di averti detto tutto quello che penso. Sì, anche io vorrei vedere Nolan che torna alla fantascienza di Inception o di Interstellar (meno a quella di Tenet), ma per ora va bene anche così. Accontentiamoci, finché c’è ancora Cinema.
Che poi diciamolo, questo fare la punta al cazzo tante volte nascondeva, ma nemmeno poi tanto, solo un gran razzismo e basta; ammetto però che mi ha dato fastidio vedere i personaggi vestiti come nel Trono dei Spade, come se fossimo in un medioevo fantasy invece che nell’età del bronzo, come detto anche nel film, e che avrei preferito molto, a questo punto, un’estetica del tutto immaginaria come per l’armatura di Agamennone.
A me il film è piaciuto, è veramente un kolossal di altri tempi, ma mi è dispiaciuto che dell’Odissea, degli argomenti e dei personaggi del poema, ci sia poco o niente. Citi Kurtz, alla fine, ma a me è sembrato davvero più vicino ad Apocalypse Now, nel discorso che fa, che all’Odissea. Non è la storia di Ulisse, è la storia di un reduce americano che torna a casa dalla guerra con un trauma grosso come una casa; meh.
Le mie sequenze preferite sono state quella di Circe (l’incantesimo secondo me è bellissimo) e l’evocazione dei morti, che è davvero inquietante e molto suggestiva.
Anche da me il cinema offriva l’ampia scelta di vedere un film con Tom Holland o vedere un film con Tom Holland: cinque sale soltanto con Odissea e Spider-Man. Che va bene, per carità, servono a trainare i cinema durante l’estate, però un minimo di scelta in più non mi dispiacerebbe.
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Sì, la sequenza di Circe è stata fenomenale. Anche perché ha mischiato del body horror moderno con momenti in cui, invece, la trasformazione è stata nascosta dal corpo della maga stessa, in una tecnica in stile quasi retrò.
Io, devo dire la verità, non amo questo genere di film (ci metto anche i film in costume e le grandi rappresentazioni in un unico calderone), quindi forse sono andato in sala senza grandi aspettative (proprio per il mio gusto) e per questo sono rimasto anche meno deluso.
Ho letto la tua recensione e sono d’accordo, si sarebbe potuto osare di più. Chiariamo, non avrebbe incassato un miliardo, l’audacia non paga. La tua idea di proporre il viaggio di Ulisse come se fosse una sorta di Vita di Pi sarebbe stata qualcosa di fantastico e originale. Ripeto, niente miliardo, però, non sarebbe stata una cosa per tutti…
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Per me i problemi del film di Nolan sono soprattutto 2:
1) Nell’Odissea Circe attira gli uomini in casa sua grazie alla sua bellezza, e poi li trasforma in porci. E’ un’ovvia metafora: loro volevano fare i porci con lei, e lei li trasforma proprio in quell’animale. Ciò la rende la prima femme fatale nella storia della letteratura, la prima donna che sfrutta la sua irresistibile carica erotica per attirare gli uomini in trappola. Facendo interpretare Circe ad un’attrice bruttissima e stabilendo che gli uomini di Ulisse entrano in casa sua per fame si è persa quest’importante sfumatura.
2) Poco prima di tornare a casa Ulisse naufraga sull’isola di Nausicaa, figlia del re dei Feaci. Lei si innamora di lui, e a quel punto per Ulisse sarebbe più conveniente rimanere che ripartire: infatti sposando Nausicaa rimarrebbe re (dei Feaci o di Itaca non fa molta differenza), e in più avrebbe una moglie molto più giovane e carina rispetto a Penelope. Tuttavia, siccome il valore della famiglia è fortissimo in lui, Ulisse per amore della moglie e del figlio resiste a questa fortissima tentazione e riparte per Itaca. E’ un momento in cui emerge la nobiltà d’animo del personaggio, quindi tagliando del tutto il personaggio di Nausicaa Nolan ha fatto perdere un’altra imporante sfumatura.
In compenso mi è piaciuto molto l’attore che interpreta Agamennone: è riuscito a rimanermi impresso anche con pochissimo tempo a disposizione, perché trasmette una possenza davvero unica.
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Accidenti sì, Agamennone incute un timore costante, quasi soprannaturale!
Concordo con te, anche se sicuramente in tutto il poema (vista la mole) i tagli sono inevitabili… Certo, su Circe la questione non è tagliare ma gestire in modo diverso l’episodio, quindi sì, si poteva fare meglio. Che la bellezza stia diventando un tabù?
Nausicaa non c’è e avrebbe fornito una ulteriore sfumatura, come dici. Polifemo non manca mai, invece, sebbene sia funzionale solo per sottolineare l’ingegno di Ulisse (già visto in tante altre situazioni). Secondo me con questi livelli di budget ci sono “pieghe” che si devono fare per forza (intendo da parte del regista), sebbene perdendo oppotunità importanti e magari più profonde.
Grazie per il tuo commento!
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Quest’altro film è una splendida rielaborazione dell’Odissea in chiave moderna: https://wwayne.wordpress.com/2019/06/01/in-viaggio-verso-te/
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Bellissima analisi (e sticazzi ai content creator hater): sono d’accordo su tutto (tranne che su Tenet, ma ci sta: ci sono giorni in cui su Tenet non sono d’accordo con me stesso…)
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Grazie! Eh, guarda al momento di Nolan ho visto tutto (tranne Oppenheimer che devo ancora recuperare) e Tenet è l’unico suo film che mi abbia annoiato, mi sembrava volutamente incasinato… Non so, forse dovrei dargli una seconda possibilità.
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Oppenheimer manca anche a me… (ma in genere non vado pazzo per le biografie)
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