“Il tunnel dell’orrore” di Dean Koontz

Per questo romanzo di Dean Koontz, terzo che leggo dopo Cuore nero e Il luogo delle ombre, è doverosa un’introduzione che definirei storiografica (nel senso che ti racconto la storia della sua creazione).
Ok? Partiamo.

Nel 1980 Koontz non era ancora quel mostro di vendite che è ora (si parla di qualcosa come 500 milioni di copie) e, anzi, era abbastanza sconosciuto al grande pubblico. Tirava quindi a campare accettando anche scritture a compenso. Una di queste è quella che gli offrono i produttori del nuovo film di Tobe Hooper (hai presente? Non aprite quella porta, Poltergeist… ecco, lui), che si sarebbe intitolato The Funhhouse. Desiderano, infatti, ricavare un romanzo dalla sceneggiatura originale di Larry Block. Koontz accetta e scrive, appunto, Il tunnel dell’orrore, peraltro utilizzando la sceneggiatura solo per l’ultimo quinto della storia, che lui ricrea e approfondisce sviluppando tutta una parte iniziale inesistente. Per ragioni di marketing  scrive sotto lo pseudonimo di Owen West (uno dei mille che utilizza) e il romanzo, che in origine sarebbe dovuto uscire contemporaneamente al film, viene pubblicato in anticipo e vende milioni di copie. Poi esce anche il film di Hooper e il libro smette di vendere all’improvviso. Io il film non l’ho visto, ma così a occhio non deve essere un granché…

Horror puro anni ’80, senza fronzoli, tutto intrattenimento e cervelli spappolati. Una gioia per le mie papille oculari.
Trama (poca, as usual).
1955. Ellen scappa di casa con un giostraio per sfuggire alla madre bigotta. L’uomo, tale Conrad, diventa violento, lei resta incinta e partorisce un freak simil-satanico. Disperata, lo uccide (a ragione, è una bestia immonda e malefica). Conrad le giura vendetta.
1980. Ellen si è sposata e ha avuto due figli. È anche diventata bigotta quanto la madre, e alcolizzata. Sua figlia Amy ha 17 anni (anche lei resta incinta, ma abortisce) e per una serie di eventi finisce nel luna park dove Conrad ha il suo tunnel dell’orrore… Non aggiungo altro, ma qui inizia il film (e gli squartamenti).

Koontz a me piace, non c’è niente da fare. Chiariamoci, non è Stephen King (per restare in tema parco divertimenti il suo Joyland è di gran lunga superiore), ma ha una scrittura semplice che fa letteralmente volare via il tempo. E poi questa atmosfera retrò da Venerdì con Zio Tibia mi ha riportato alle mie prime esperienze con le notti horror di Italia Uno. Un genere, l’horror, che ormai è pieno di fantasmi inquieti e presenze tormentate, ma che una volta era più semplice e più gustoso. Anche ne Il tunnel si ritrovano dei piacevoli stereotipi che hanno fatto epoca (chessò, Liz, l’amica puttanella di Amy, che non ha alcuna profondità psicologica ma solo profondità inguinale).

Bene, ci risentiremo quindi di certo con Phantoms e Intensity, dal momento che li ho già in libreria.

9 pensieri riguardo ““Il tunnel dell’orrore” di Dean Koontz”

  1. E’ una vita che “Mostri” di Dean Koontz sta a prendere la polvere sui miei scaffali. Il tuo post mi ha incuriosito, quindi chissà, magari nei prossimi giorni inizierò anch’io a prendere confidenza con questo scrittore! 🙂

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    1. Mi fa piacere! Per me è Koontz è stata una scoperta, per qualche strano motivo l’avevo sempre snobbato… (forse solo per il fatto che, essendo un campione di vendite, il suo nome me lo trovavo davanti dappertutto). È intrattenimento puro, ti riesce a tenere lì attaccato finché non finisci il romanzo. L’ideale quando hai proprio voglia di svagarti.

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        1. Grazie a te. Ecco, di Winslow non ho mai letto nulla, ho sentito parlare mooolto bene de “Il potere del cane”. Me lo appunto tra i “da comprare”, così non lo dimentico, si sa mai che mi scoppi una passione come per Ellroy.

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            1. No, non l’ho visto, ma ho controllato è c’è Kurt quindi è finito dritto dritto nel mio elenco. Io non ho letto molto di suo per ora, 3/4 romanzi, ma sono rimasto folgorato. “Clandestino”, uno dei suoi primi, è spettacolare. Il noir più noir che ci sia. L’ho conosciuto con “I miei luoghi oscuri” dove racconta le indagini riguardanti l’omicidio di sua madre. Una vita tranquilla, insomma…

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              1. Sul noir mi inviti a nozze, perché anch’io adoro questo genere, sia al cinema che in letteratura. L’anno scorso ci ho anche scritto un post, intitolato “Deve rimanere un segreto”. Grazie per i suggerimenti! 🙂

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