“Come sasso nella corrente” di Mauro Corona

Come già successo in passato, prima di leggere quello che sto per scrivere, ti chiedo di effettuare un enorme sforzo cognitivo e dimenticare il Mauro Corona personaggio per concentrarti solo su Mauro Corona scrittore. Anche se ormai lo saprai, sono due entità ben distinte. (Se non lo sai significa che è la prima volta che passi di qui. Scorri il post fino alla fine, dove trovi gli altri libri di Corona che ho letto, e ripassa.)

Come sasso nella corrente.
Mi è piaciuto? Ni. Per certi versi è uno dei migliori romanzi di Corona (senza scomodare quel paio di titoli che nemmeno ti vado più a citare), per altri uno dei peggiori. Ma prima vediamo di cosa parla, così sei contento e non ti vengono le emorroidi da stress.

Autobiografia in terza persona dello scrittore (o almeno lo sembra molto) fino alle ultime pagine, quando vira verso un genere misterioso/fantastico. Ecco, questa è la trama, sono stato più ermetico del solito. Ok, ok, ancora un paio di cose. Cupo e triste, questo romanzo racconta l’esistenza di un uomo che dalla vita ha avuto tutto e niente. Tutto, perché ha ottenuto il successo e la notorietà, che hanno gonfiato il suo ego e soddisfatto il suo narcisismo; niente, perché l’infelicità non lo ha mai lasciato, impedendogli di godersi anche quei momenti superficiali a fronte della ricerca di qualcosa di profondo, che non è riuscito a trovare. Ad ogni modo, è chiaro che una delle principali cause di questa sofferenza sia imputabile a un’infanzia negata, caratterizzata da una madre assente e da un padre violento. Solo dopo è arrivata la vita, che ha cinghiato il protagonista laddove non lo aveva già cinghiato il padre.
Cupo, dicevo. Triste.

Tuttavia…
Tuttavia in questo romanzo si trovano dei singoli paragrafi che sono i migliori che abbia mai letto scritti da Corona. Estrapolati dal contesto, sono poesia pura. Forse perché, in fin dei conti, vediamo la vita in modo simile. E, siccome un esempio vale più di mille parole…

Erano buone ore quando stavano assieme. Buone per ciò che restava delle loro anime. Le loro anime non erano intere. In passato le avevano divise con qualcuno che era stato allontanato. Chi viene allontanato non se ne va a mani vuote, ruba sempre un po’ d’anima all’altro. Non si esce ad anima integra da una separazione o da spartizioni di beni comuni. Il passato condiviso non si cancella, resta lì col muso duro e il pugno chiuso, a rammentarci che è esistito. Dentro al pugno un po’ d’anima dell’altro. E viceversa.

Per il resto, invece, Come sasso nella corrente non mi ha particolarmente coinvolto, la lettura è stata lenta. Questo anche per una certa ripetitività nella costruzione della frase (ecco, sono cose di cui di solito non mi accorgo, per dire) che tende a riformulare sempre lo stesso concetto, più volte, aiutandosi (troppo) spesso con elenchi di sinonimi. La sensazione è quella di una cantilena che procede per alti e bassi, senza mutamenti. Quando ti aspetti una ripetizione… taaac, arriva, puntuale.

Nel complesso ti direi di leggerlo, non tra i migliori libri dello scrittore/alpinista/scultore/showman, ma di sicuro molto diverso dagli altri. Ecco, forse è questa la cosa più interessante: mentre alcuni suoi titoli, trascorso un po’ di tempo, faccio fatica a distinguerli gli uni dagli altri (soprattutto quelli composti da racconti), questo mi rimarrà in mente. Ha una sua personalità intimista (cupa sempre, eh) ben definita. Così cupa che, in fondo, mi attira.
Ah, ho comprato anche Storia di neve, regolati.

Libri di Mauro Corona di cui ti ho già parlato:
Il volo della martora (1997)
Le voci del bosco (1998)
Nel legno e nella pietra (2003)
Aspro e dolce (2004)
L’ombra del bastone (2005)
Storie del bosco antico (2005)
I fantasmi di pietra (2006)
Cani, camosci, cuculi (e un corvo) (2007)
Il canto delle manére (2009)
La fine del mondo storto (2010)
Come sasso nella corrente (2011)
La casa dei sette ponti (2012)
Confessioni ultime (2013)
Quasi niente con Luigi Maieron (2017)

1 commento su ““Come sasso nella corrente” di Mauro Corona”

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