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“L’esatta percezione – Nove racconti” di Andrea Viscusi

L’esatta percezione, di Andrea Viscusi, è la seconda antologia personale legata al mondo di RiLL che leggo (la prima era quella di Davide Camparsi, trovi il link a fondo pagina). Ti ricordo infatti, casomai tu fossi sbadato e non mi seguissi assiduamente (come invece dovresti fare), che il Trofeo RiLL pubblica ogni anno, oltre all’antologia Mondi Incantati dedicata ai racconti partecipanti al concorso, anche la collana Memorie dal Futuro nella quale, appunto, vengono raccolti i racconti di un singolo autore.

Veniamo al punto, però.
Quello che, ancora una volta, mi ha piacevolmente sorpreso è la qualità di questi racconti. O meglio, se devo essere più preciso, la capacità di utilizzare la fantascienza come mezzo per indurre a riflettere. Chiariamoci, non ti sto parlando di una lettura pesante, tutt’altro. Il livello di intrattenimento è perfettamente calibrato per invogliarti a voltare pagina ma, a fine racconto, ti rimane anche una piacevole sensazione, come se attraversando la storia avessi imparato qualcosa. L’autore, nel mixer, ha inserito delle trame interessanti, ma le ha anche frullate con una buona dose di intelligenza.

Ora, come mia consuetudine, non voglio svelarti troppo. Tuttavia, che sarei stato soddisfatto, l’avevo già capito dal primo racconto: Hype. Non è da tutti riuscire a portare avanti una critica nei confronti della società senza diventare pedante, o saccente, ma Viscusi ci è riuscito benissimo. La visione di un mondo futuro (ma non troppo) nel quale le uniche emozioni nascono da una costante interconessione è perfetta e terrificante al tempo stesso. Ma potrei parlarti allo stesso modo anche degli altri racconti presenti nell’antologia. In un istante è quasi una poesia per la sua brevità (due pagine), ma in poco ti emoziona e ti fa riflettere sulle cose importanti della vita. Sinestesia riesce a spiegarti in un modo del tutto particolare la diversità. La legge dei padri rimuove la connotazione temporale al conflitto tra padri e figli e lo rende eterno, così come è nella realtà. La bella lavanderina beh, è una perfetta metafora dell’amore impossibile.
Mi fermo, dai.

Certo, anche a me piacciono gli alieni e le navicelle spaziali, ma resto dell’idea che quello che dovrebbe sempre fare la fantascienza è spingerti a pensare. Portarti lontano, per capire meglio quello che hai vicino, costringerti a vedere ciò che è annebbiato dal velo della quotidianità, della normalità.
E qui direi che ci siamo. Bene.

Libri RiLL di cui ti ho parlato:
Tra cielo e terra – Racconti fantastici di Davide Camparsi (2017)
Davanti allo specchio e altri racconti dal Trofeo Rill e dintorni AA.VV. (2017)
Ana nel campo dei morti e altri racconti dal Trofeo Rill e dintorni AA.VV. (2018)
L’esatta percezione – Nove racconti di Andrea Viscusi (2019)