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“Los Angeles Nera: Perché la notte” di James Ellroy (Trilogia del sergente Hopkins)

Il sergente Lloyd Hopkins torna per la seconda volta, dopo Le strade dell’innocenza, ed è nuovamente a caccia di un serial killer. È John Havilland, psichiatra geniale e deviato, che utilizza i propri pazienti per uccidere, programmando le loro menti con le sue abilità “terapeutiche”. In questo mare di sangue è annegato anche un poliziotto, Jungle Jack Herzog, scomparso da tempo e inutilmente ricercato da Hopkins. Non manca la pupa di turno, Linda Wilhite, prostituta di lusso e vera e propria calamita per ogni uomo che le graviti attorno, serial killer e poliziotti compresi.

Come ti avevo anticipato qualche tempo fa, ho deciso di leggere i romanzi di Ellroy in ordine cronologico, partendo dal primo. Perché la notte è il quarto che ha scritto (io, in realtà, ne ho letti cinque), il secondo della trilogia del sergente Hopkins. Di certo non il migliore, anzi.

Ho trovato la struttua abbastanza macchinosa e parecchio ostile, non sono mai stato invogliato a prendere il libro in mano per scoprire come procedesse la storia. Ventisette capitoli, alternati tra il punto di vista di Hopkins e quello dell’assassino, senza incognite o misteri. Sai tutto, in tempo reale, e questa onniscienza non ha di certo aiutato. Il solo angolo di ignoto che Ellroy ti concede è quello della reazione di Hopkins alle malefatte di Havilland man mano vengono scoperte (tu, però, le conosci già).

In una parola: un romanzo noioso. Peccato.
Non è stato sufficiente il consueto stile di scrittura asciutto (duro e puro, direi) di Ellroy, per emozionarmi. Confido in La collina dei suicidi, terzo della trilogia e del tomone che ho tra le mani. Ma non a breve, no, non a breve…

Libri che ho letto di James Ellroy:
Prega Detective (1981)
Clandestino (1982)
Le strade dell’innocenza (trilogia di Lloyd Hopkins, 1984)
Perché la notte (trilogia di Lloyd Hopkins, 1984)
I miei luoghi oscuri (1996)

2 pensieri riguardo ““Los Angeles Nera: Perché la notte” di James Ellroy (Trilogia del sergente Hopkins)”

  1. Buonasera Marco, intanto grazie per aver letto qualcosa sul mio blog. Molto interessante la tua opinione su questo libro, io ne sono rimasto entusiasta (l’avrai intuito leggendo) mentre a te non è piaciuto. Mi sembra di capire che Ellroy ti piaccia, ma non questo romanzo. Ti posso solo consigliare di andare avanti, anche quando ti vengono dubbi, quando pensi che sia troppo difficile (e ti garantisco che succederà). Alla fine ripaga sempre!
    Buona lettura 😉

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    1. Grazie mille a te per il commento! Esatto, Ellroy mi piace molto, questo è il primo suo romanzo che non mi fa “impazzire”, diciamo. Di certo non mollo, ci mancherebbe, ho comunque intenzione di leggere tutta la sua produzione. Ha uno stile unico, fortemente riconoscibile (anche in questo romanzo, ovvio) ed è un pregio raro. È davvero interessante constatare come degli stessi identici aspetti (ad esempio l’essere sempre a conoscienza dei “retroscena”) a te siano piaciuti di più e a me di meno, mi aiuta a vedere il romanzo sotto un’altra prospettiva. A presto con Ellroy!

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