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“Solo: A Star Wars Story” di Ron Howard

C’è sempre l’amico che ti chiede di accompagnarlo a vedere il “nuovo” film di Star Wars, e alla fine ci vai. Tuttavia ormai i paletti che limitano i registi nella direzione di questi film sono talmente vincolanti che poco cambierebbe se a dirigerlo fosse Lynch (sarebbe comunque un film comprensibile), quindi la direzione di Ron Howard risulta praticamente invisibile.

Il pregio di questo episodio, totalmente indipendente e a se stante, è che sono presenti meno effetti speciali e la trama è più semplice del solito. Insomma, più avventura e meno spade laser che, anzi, sono del tutto assenti. Han Solo scorrazza a destra e a sinistra, conosce Chewbecca e conquista il Millennium Falcon, trova e perde l’amore (una Star Whore di cui in realtà si dimentica abbastanza in fretta) e racconta le sue origini.
Il paragone con Harrison Ford non è nemmeno da fare.

Un film passatempo, niente di più. Ho letto analisi di ogni tipo online ma, sinceramente, non credo proprio siano necessarie. Divertente eh, ma cercare significati o profondità in questa macchina mangiasoldi sarebbe, per citare Michael Corleone, un’offesa alla mia intelligenza.

“Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi” di Rian Johnson

A long time ago in a galaxy far, far away….

…c’era Star Wars. Adesso c’è la morte, nera, per tutti. E quando dico tutti intendo per i protagonisti della vera saga, per i fans non strettamente legati all’impero dei Disney Store e anche per gli attori nella vita reale. Insomma, peggio di così si muo.. ehm, peggio di così non c’è.

Questo film è un grosso pacco di cose che accadono molto velocemente senza che in realtà succeda nulla di interessante. Non basta più qualche strizzata d’occhio al passato, con i classici titoli iniziali o il verso di Chewbecca, non serve più a un cazzo. Star Wars è morto sotto un ondata di pupazzetti Disney che ha sterminato i protagonisti della vecchia saga. E la sfiga, che come al solito ci vede benissimo, ha fatto fuori nella vita reale l’unico personaggio che era ancora in vita nella nuova pseudo-saga.

Il fine ultimo di questa nuova trilogia è la rottamazione, è ormai chiaro. Solo (e non quel Solo, magari!) che non c’è nessuno degno di sostituire i caduti. L’umorismo prende il sopravvento su tutto, la battuta pronta e la gag comica sono ovunque. Quello che prima diventava un tratto distintivo, soprattutto di Harrison Ford, ora è la norma, si scherza su qualsiasi cosa, non c’è alcuna serietà, mai.
Mentre la vedevo mi sono chiesto se la scena dei ferri da stiro automatici non fosse un omaggio a Balle Spaziali, ma tempo che non sia così.

90% di film su combattimenti ed effetti speciali. Bellissimi ovviamente, ma inutili. Manca tutto il resto. L’intera sceneggiatura sembra costruita su un’indagine di mercato della Disney.

L’unica cosa certa è che Mark Hamill è diventato uguale a Peter Dinklage.

Per tutto il resto è finita. Nel prossimo episodio non ci sarà più nessuno, salvo esperimenti computerizzati per resuscitare le fattezze, ma non il carisma, di qualche personaggio ormai abbandonato, o deceduto. Per quel che mi riguarda la Speranza è morta, ha vinto il Lato Oscuro.
Anzi, vista la piega degli eventi sul finale, posso solo sperare in uno Star Porn: Interracial per suscitare un minimo d’interesse, se non cerebrale, almeno fisico.