Archivi tag: anniversario

“Apollo 11” di Todd Douglas Miller

In occasione del 50° anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna è uscito al cinema (per soli tre giorni) questo bel documentario di Todd Douglas Miller (archivista del Nara, National Archives and Records Administration americano), creato ripescando le pellicole tra le centinaia di ore di girato esistenti e restaurando il tutto in 4K.

Era il 1969 quando, grazie a fondi illimitati stanziati alla Nasa, gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, coadiuvati dal “solitario” Michael Collins (no, non lo scrittore), riuscirono a mettere piede sulla Luna per la prima volta. L’Apollo 11 fu infatti la prima di 6 missioni, fino all’Apollo 17 (1972), a effettuare l’allunaggio (con umani – 12 astronauti in tutto). Unico e celebre fallimento, ben risolto, quello dell’Apollo 13.

Il documetario è composto unicamente da immagini e audio originali, riprese effettuate all’epoca in gran quantità per dimostrare al mondo (e ai russi) di essere stati i primi a riuscire a compiere l’impossibile. Il montaggio fa apparire questo documentario come un film, evidentemente le ore di girato erano talmente tante da consentire una scelta del materiale tale da non trovarsi mai di fronte a immagini “noiose” (passami il termine). Gli stacchi e i cambi di inquadratura sono frequenti tanto da apparire come una regia vera e propria, dove regia non c’è (ok, se sei un complottista la regia c’è, ma non addentriamoci…).

Mi pare inutile descriverti la bellezza del prodotto finale, quello che resta sono quindi le emozioni, unite alla capacità di ricreare una precisa cronologia dell’evento in 90 minuti. Tolti i tempi morti, infatti, rimane una perfetta descrizione di tutte le fasi tecniche dell’impresa, certo, già viste in altre centinaia di documentari, ma mai in modo così chiaro e realistico. Paradossalmente è addirittura tutto molto più chiaro tramite questo collage di video dell’epoca piuttosto che con gli “spiegoni” scientifici successivi.

È un documentario che fa riflettere, questo è certo. Il messaggio che spesso viene ripetuto (da astronauti, presidenti, presentatori vari) è quello di un’umanità unita in un’impresa incredibile nata nel segno della pace. È un messaggio propagandistico, falso. L’impresa è stata possibile solo grazie al contrasto con la Russia, ciò ha garantito lo stanziamento alla Nasa di fondi che oggi sarebbero impensabili. Insomma, una delle poche cose buone che l’uomo è riuscito a fare è nata comunque dalla guerra, dalla divisione, dall’incapacità di ragionare come specie. E quando ci penso invidio Collins, esploratore solitario del dark side of the moon. Solo davvero e non solo tra miliardi di persone.

“Ana nel campo dei morti e altri racconti dal Trofeo Rill e dintorni” AA.VV. – Collana Mondi Incantati

L’anno scorso ti avevo parlato di Davanti allo specchio, l’antologia edita da Wild Boar che riuniva i racconti finalisti al XXIII Trofeo Rill (e non solo) e te ne avevo parlato bene, peraltro con un certo stupore dovuto alla mia esterofilia. Ecco, quest’anno devo ripetermi, anzi, potrei dirti esattamente le stesse cose. Ana nel campo dei morti (no, birbone, non è il titolo di un video necrofilo su Youporn) raccoglie i primi cinque racconti classificati al XXIV Trofeo Rill, oltre ad altri quattro racconti arrivati in finale in altrettanti concorsi letterari in giro per il mondo, e a quattro racconti che hanno vinto il concorso Sfida interno al Rill.

Anche per questa edizione ti ribadisco due cose che trovo in linea con quella precedente. Primo, i racconti hanno una struttura piacevole e definita dove la trama è un elemento fondamentale, non ci si trova di fronte a quelle masturbazioni letterarie “tutto stile” che poi sono inesistenti dal punto di vista della storia. E non è una banalità o una cosa scontata. Secondo, tra i tredici racconti presenti, ancora una volta, ho trovato migliori i nove italiani rispetto ai quattro, comunque ottimi, stranieri. E questo serve a me, per guarire dal mio bisogno di cercare sempre “fuori”.

Ho trovato interessanti anche i racconti legati al concorso Sfida, il concorso che organizza Rill per gli ex partecipanti al Trofeo, che quest’anno, in occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, era dedicato proprio al noto artista/inventore. I vincoli di partecipazione, l’ambientazione in Italia e il legame con l’inventore, non erano troppo stringenti e hanno quindi consentito agli autori di spaziare senza troppe “catene”, cosa che ha giovato alla qualità e evitato di rendere i racconti simili tra loro. E poi noi di Leonardo ne sappiamo già qualcosa no? Te ne ho parlato da poco in Leonardo da Vinci, Lo psicotico figlio d’una schiava. Mi stai attento, vero?

C’è un’altra cosa che devo dirti, e forse non sarà molto politically correct, ma io, come Clark Gable in Via col vento, “francamente me ne infischio”. Alla seconda antologia Rill che leggo posso dire che vengono selezionati dei racconti buoni in quanto tali, e non delle marchette contemporanee legate a temi sociali più o meno presenti nel periodo del concorso. Viviamo in un’epoca in cui, fortunatamente, vengono sollevati temi sociali importanti (vedasi discriminazione, violenza, malattie, ecc.) con grande enfasi mediatica. Spesso ho visto questi temi entrare nei concorsi letterari e arrivare nelle fasi finali anche quando la qualità era scadente, forse per non sfigurare o per mostrarsi comunque “sul pezzo”. Con Davanti allo specchio e Ana nel campo dei morti non ho avuto questa sensazione e l’ho apprezzato molto. La qualità rimane il primo criterio di scelta, poi quando arriva anche il resto (e in certi racconti arriva, chiariamoci) benvenga.

Credo, in definitiva, che questa lettura diventerà un mio appuntamento annuale e, di conseguenza, anche tuo…