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“Joker” di Todd Phillips

Devo dire che quest’anno al cinema ci sono andato poco, Joker è solo il settimo film che vedo nel 2019. Credo che la cosa sia in parte dovuta al fatto che dove abito c’è un monopolio dei cinema e delle multisale e ormai il biglietto costi attorno ai 10 euro. Una volta andavo a vedere tutto, ora ci rifletto meglio. Detto questo, nonostante l’alto livello mantenuto nelle mie poche e oculate scelte, Joker è sicuramente il miglior film tra quelli visti da gennaio a oggi. Onestamente è anche un film di cui è difficile parlare, bisognerebbe vederlo e basta.

Joaquin Phoenix è semplicemente straordinario. Nella costante diatriba che si apre ogni volta che compare un nuovo attore ad interpretare il personaggio, non dico che Phoenix sia il migliore in assoluto, ma lo è sicuramente per quanto riguarda questo particolare film, con le scelte che lo hanno caratterizzato e la particolare tipologia di genere. Nessuno ci sarebbe stato meglio, ha una fisicità perfetta per il ruolo.

Viene analizzata la nascita della psicosi. Arthur Fleck è un emarginato, con un lavoro precario da clown, aspirazioni da comico irrealizzabili, una madre malata di mente a carico e tante bugie alle spalle. Ovviamente è beffeggiato e bullizzato dai più forti, da chi è integrato nel sistema, che è comunque sbagliato e corrotto. È già dipendente da psicofarmaci, ma il film mostra da dove arrivi quello che poi diventerà il nemico di Batman e quando esattamente un banale malato si trasformi in un’icona di rivolta per i disperati. C’è una bella scena in cui Arthur Fleck si toglie una maschera da pagliaccio per rivelare il viso da pagliaccio di Joker. Ho detto tutto.

So che ci sono state parecchie lamentele da parte dei nerd invasati che non ammettono deviazioni dal canone fumettistico (e sono un collezionista eh) e che il film è stato criticato per scarsa aderenza al personaggio, eccetera. Cazzate. Io la storia per filo e per segno non la ricordo e non vado nemmeno a rivederla, non avrebbe senso. Non avrebbe senso perché significherebbe non sapere riconoscere il bello. È un po’ come se girassero il miglior King Kong di sempre ma con lo scimmione grigio e tutti dicessero che il film fa schifo perché Kong è del colore sbagliato. Non stiamo parlando di una storia vera, di una biografia, i cambiamenti sono giustificabili e rientrano comunque nel regno della fantasia.

Ti avverto quindi, l’ambientazione è quella di Gotham, compaiono gli Wayne e tutto, ma se ti aspetti un film sui supereroi hai proprio sbagliato scelta. Joker è un film sulla pazzia e sull’influenza che ha la società sull’individuo. Che poi tu ti chieda come Todd Phillips (Starsky & Hutch, Una notte da leoni, Parto col folle…) sia riuscito a tirarlo fuori è lecito e io condivido, ma non è questo il punto. Il punto è che alla fine tu sia dalla parte di Joker, che tu riesca a giustificare tutte le sue azioni e, anzi, a supportarle. Joker non può far altro che essere Joker, non ha scelta, e te lo dice uno che di certo non è un giustificazionista.

Scusa, mi ripeto: Phoenix fantastico. Il film l’ho visto in lingua originale, ci sarebbe da dargli un Oscar solo per come ride (un disturbo psicologico incontrollabile, non una scelta). La disperazione che riesce a comunicare è qualcosa di incredibile.
Vai a vedere questo film. Gotham sta bruciando.

“Trafficanti” di Todd Phillips

Ah, non è la locandina del film? No? Devo aver sbagliato.. Si si, col cazzo che ho sbagliato. Ana de Armas scala con prepotenza la mia personale classifica salendo sicuramente sul podio del figametro, devo ancora capire bene dove, ma molto in alto. L’avevo già apprezzata in Knock knock, in cui faceva parecchio la birichina, ma qui ha proprio colpito al cuore, cioè, io adesso la amo e dobbiamo sposarci. E’ così versatile poi, da stupratrice di Keanu Reeves a mogliettina modello e incorruttibile di questo Trafficanti, ha proprio tutte le caratteristiche che si possono cercare.

Ah già, c’è anche il film.

Oscurato dalla presenza della carismatica Ana (non so se si è capito) il film è comunque ben godibile e divertente. Mi sono letto anche la storia vera di David Packouz (che fa un cameo) e Efraim Diveroli per non presentarmi impreparato e, per quanto il film sia sicuramente stato romanzato, la realtà non discosta troppo dalla fantasia: due freschi ventenni sono diventati davvero, senza troppa esperienza, due trafficanti d’armi internazionali per conto della Difesa degli Stati Uniti. Insomma il classico sogno americano che diventa realtà (reale). Condito con qualche battuta e gag classica dei film con Jonah Hill (che peraltro mi preoccupa molto, sta diventando un pianeta).

La classica ascesa e discesa in stile Scarface (a cui il film fa moltissmi riferimenti), anche se gestita in modo abbastanza leggero, non manca di divertire. Insomma se hai due ore guardalo, male che vada t’innamorerai.