“La città dei libri sognanti” di Walter Moers (serie Zamonia)

Walter Moers è un genio. Ok, ora possiamo iniziare.

La città dei libri sognanti è il quarto romanzo della serie di Zamonia, cominciata con lo spettacolarissimo Le tredici vite e mezzo del capitano orso blu. Un serie che, in teoria, sarebbe dedicata ai più giovani ma che, in pratica, richiederebbe dei “più giovani” particolarmente svegli e intelligenti (o geneticamente modificati). Già, perché il livello di gioco che raggiunge Moers con la lingua (e quindi il fantastico traduttore Umberto Gandini) è qualcosa di unico e inimitabile, difficile da comprendere per gli italici fanciulli figli di italici (mediamente) imbecilli.
[No, non è una polemica inutile. In un paese dove il 60% della popolazione non legge neanche un libro all’anno l’imbecillità è un dato oggettivo.]

Ma torniamo a La città dei libri sognanti che, proprio in merito a quanto appena detto, è una totale e immensa dedica al mondo della scrittura e della letteratura. Non è un romanzo leggero e, talvolta, ho rischiato di arenarmi nei punti più prolissi. E non è nemmeno divertente come il primo della serie o come Rumo e i prodigi nell’oscurità. La città dei libri sognanti è un omaggio dovuto, anche da parte di chi si impegna a leggerlo, alla bellezza del mondo letterario. Per affrontare 500 pagine di giochi di parole e anagrammi ci vuole una predisposizione d’animo non indifferente!

Cerco di farti capire di cosa ti sto parlando.
Il vermicchione (abitante di Forte Vermicchio) Ildefonso de’ Sventramitis ha scritto una biografia in venticinque volumi dal titolo Diario di viaggio di un dinosauro sentimentale. La città dei libri sognanti è la traduzione dei soli primi due capitoli, ad opera di Walter Moers (eh?), dove lo Sventramitis narra la sua avventura nella città di Librandia in cerca dell’autore di un manoscritto lasciatogli dal suo padrino (letterario) Danzelot lo Spaccasillabe. Qui il vermicchione incontrerà moltissimi personaggi e visiterà le catacombe della città in cerca di Colofonio Lucorumido, il più grande cacciatore di libri mai vissuto. E ancora, agenti letterari, shokkie, squalombrichi… Non ti dico altro, ma a seguire ti elenco i nomi (copio da wikipedia) dei Librovori (creature che imparano a memorie opere letterarie di un singolo autore) che Ildefonso incontra nelle catacombe di Librandia. Gli omaggi alla letteratura, esistita e esistente, sono talmente tanti da non riuscire nemmeno a identificarli tutti!

Librovori
Ojann Golgo van Fontheweg (Johann Wolfgang von Goethe)
Gofid Letterkerl (Gottfried Keller)
Danzelot lo Spaccasillabe
Perla La Gadeon (Edgar Allan Poe)
Ali Aria Erkmirrner (Rainer Maria Rilke
Sanotthe von Rhüffel-Estond (Annette von Droste-Hülshoff)
T.T. Strillalasalsiccia (Kurt Schwitters)
Idro Blorn (Lord Byron)
Göfel Ramsella (Selma Lagerlöf)
Fatoma Senape (E.T.A. Hoffmann)
Orca de Wils (Oscar Wilde)
Balono de Zacher (Honoré de Balzac)
Reta Del Petarrosto (Adalbert Stifter)
Ugor Vochti (Victor Hugo)
Holgo Bla (Hugo Ball)
Woski Disgrasciagur (Dostojewski)
Wonog A. Ciavarni (Iwan Gontscharow)
Collerico Cervellotico
Ovidio de’ Fresarime
Akud Rimescolo
Eseila Wimpershlaak (William Shakespeare)
Clas Raisden

Ci sono poi evidenti riferimenti a Il nome della rosa e molti altri romanzi. I numeri dei capitoli, inoltre, sono scritti in base ottale, un particolare sistema numerico inventato da Moers (anche per quanto riguarda la simbologia grafica). Ti ricordo, a tal proposito, che Moers illustra i suoi libri con diverse immagini di cui è lui stesso il disegnatore.

Io resto dell’idea che un mondo dove i lettori di questo romanzo fossero davvero dei bambini sarebbe un mondo migliore. Ripeto, forse il volume più “pesante” della serie, il meno veloce e coinvolgente dal punto di vista della trama, ma comunque un capolavoro. E sì, ho già comprato L’accalappiastreghe, voglio al più presto tornare nel regno dei tenebroni a più cervelli e degli arpiri. Voglio trovare la mia unza (l’ispirazione divina!) e so per certo che potrò farlo solo a Zamonia.

Serie di Zamonia:
Le 13 vite e mezzo del capitano Orso Blu (1999)
Ensel e Krete (2001)
Rumo e i prodigi nell’oscurità (2002)
La città dei libri sognanti (2004)
L’accalappiastreghe (2007)
Il labirinto dei libri sognanti (2011)
La principessa Insomnia e il rovello notturno color incubo (2017)
Weihnachten auf der Lindwurmfeste (2018, non ancora tradotto)
Der Bücherdrache (2019, non ancora tradotto)

6 pensieri riguardo ““La città dei libri sognanti” di Walter Moers (serie Zamonia)”

  1. Ricordo che mia sorella diversi anni fa aveva una copia di Ensel e Krete ma io non lo lessi credendo fosse per ragazzi, nonostante sia più giovane io. Già allora preferivo letture più adulte. Ma leggendo le tue recensioni di questo autore mi hai incuriosito. Ma temo che Ensel e Krete sia stato venduto o prestato a qualcuno perché non lo trovo più tra i suoi libri. Ne approfitto per partire dall’inizio della saga!

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    1. Mi fa piacere essere riuscito a incuriosirti! Peraltro non è del tutto una sfortuna la tua, nel senso che Ensel e Krete è forse, tra i primi quattro che ho letto, quello che mi è piaciuto di meno, invece con Orso Blu (il primo) vai sul sicuro, è divertentissimo! Vedrai, le prime pagine avrai comunque la sensazione si tratti di un romanzo per bambini, ma man mano che l’orso cresce le cose cambiano…

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  2. Sempre più convinta che Moers sia un vero genio.
    Peccato che (come al solito) in Italia non sia quasi per niente conosciuto e apprezzato.
    Tra una cosa e l’altra, quest’anno non sono riuscita a portarmi molto avanti con questa serie. Dopo le feste di Natale mi impegnerò per recuperare al più presto i libri che mi mancano (e a recensirli).
    Se scriverai la recensione de L’accalappiastreghe, sarò ben felice di leggerla. 🙂

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    1. Accidenti, ti ho raggiunta! E sei stata tu a farmi scoprire Moers, non smetterò mai di ringraziarti…
      Rileggevo ora la tua recensione e mi hai fatto ricordare le “divagazioni sventramitiche”, che ridere! Effettivamente anche io ho fatto passare tanto tempo dalla lettura di Rumo (un anno!) e purtroppo mi rendo conto che, con la pessima memoria che ho, in questo modo perdo un sacco di riferimenti e rimandi, di cui Moers è superultracarico. È incredibile il livello di complessità cervellotica che riesce a raggiungere nelle citazioni tra un libro e l’altro, mi sta venendo il sospetto che sia un tenebrone…

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      1. Ahah, deve avere più di un cervello. Un’intelligenza, una cultura e un’ironia del genere sono qualità rare nella letteratura fantasy (e non solo).
        Moers è stata una bellissima scoperta anche per me. Appena ho letto Orso Blu ho avvertito il bisogno di farlo conoscere a quante più persone possibili.
        E pensare che l’ho scoperto per caso: si vede che era destino! 😉

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