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“I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale” di Ray Dalio

Dal trionfo alla caduta delle nazioni.

Ci ho messo parecchio a finire questo saggio di Ray Dalio, I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale è, infatti, un tomone di oltre 500 pagine densissimo di informazioni e grafici. Forse non una lettura per tutti, ma una lettura che, comunque, dovrebbero affrontare tutti. Ma partiamo dalla base, chi è Ray Dalio? (Copio e riassumo direttamente da Wiki).

Raymond Dalio (1949), è un imprenditore statunitense, fondatore di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund del mondo. Nel giugno 2019 è, secondo Bloomberg, la 58a persona più ricca del mondo. La sua fortuna personale è stimata da Forbes nel gennaio 2020 in 18,7 miliardi di dollari. Fra le altre cose, è famoso per essere autore del All weather portfolio [mi sa che ne abbiamo già parlato…], una innovativa filosofia di investimenti.

È un dato di fatto che saper trasmettere il sapere sia più difficile che accumularlo, ragion per cui non cercherò di spiegarti quello che Dalio spiega in modo eccellente in questo volume, ma mi limiterò ad accennarlo. Per tua informazione, Dalio è uno che accumula molto sapere ed è anche incredibilmente bravo nel trasmetterlo, a differenza mia. Quindi, di cosa parla questo libro?

In linea di massima possiamo dire che è un libro che descrive in modo esaustivo il funzionamento del mondo e delle potenze che, nell’arco del tempo, si avvincendano nel dominarlo. Perché è questo di cui parliamo, di dominio. È un libro attuale, ma al tempo stesso storico, perché spiega il presente guardando al passato, osservando cioè quei meccanismi che, nel tempo, si sono ripetuti più volte e che sono troppo estesi cronologicamente perché siano per noi – e per le nostre brevi vite – inquadrabili e comprensibili. Un esempio su tutti: il ruolo centrale che gli Stati Uniti hanno nell’economia mondiale. Ormai, per chiunque abiti il pianeta, gli Stati Uniti rappresentano la forza dominante del pianeta e pare impossibile vivere in una realtà che non sia questa. In realtà, però, i cicli di potere delle nazioni dominanti sono molto più “lunghi di noi” (si parla spesso di 2/3 secoli) e questo ci porta a non riuscire a vedere la situazione dell’insieme, in termini cronologici, perché siamo biologicamente focalizzati sul nostro breve periodo. Dalio riassume i Big Cycle di ascesa e declino di altre superpotenze del passato, come quello dell’Impero Olandese e dell’Impero Britannico, analizzando le – impressionanti – similitudini che esistono sia tra i Big Cycle stessi del passato, che con il Big Cycle che staremmo vivendo adesso, nel presente. La “parola” d’ordine è: come ha funzionato il mondo fino ad ora. E la verità è che questo sembra corrispondere a come sta ancora funzionando.

Tutto questo viene avvalorato da una incredibile moltitudine di dati di cui Dalio dispone, grazie al suo lavoro, e di cui deve, in verità, anche continuare a disporre, per continuare a svolgere il suo lavoro… Si parla davvero di tante cose, difficile riassumerle qui, ora. L’influenza dell’istruzione e dello spirito di sacrificio (che aiuta ad accumulare disponibilità) nella fase iniziale della formazione delle superpotenze, l’imbarbarimento culturale e l’incapacità alla rinuncia (che fa aumentare il debito) nel momento del declino… Ti ricorda qualcosa? Già, questa non è una lettura tranquillizzante. Al di là della comprensione di cosa sia e come funzioni, ad esempio, una valuta di riserva, e di come questa valuta sia una palla che viene rimbalzata da un impero all’altro nel corso del tempo, la visione di Dalio ti apre gli occhi su quei meccanismi globali che, forse, non vorresti conoscere.

Tutto questo è spiegato, ripeto, con una chiarezza e, appunto, un’abilità esplicativa più che invidiabile. Se sei dell’idea che “meno si sa è meglio si sta”, non credo dovresti leggere questo libro.
Lettore avvisato…

Ora un po’ di leggerezza, ci sarà di certo della narrativa per il prossimo post.

Libri che ho letto per accrescere le competenze finanziarie e/o personali:
Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie (1936)
Padre ricco padre povero di Robert T. Kiyosaki (1997)
Giocati dal caso di Nassim Nicholas Taleb (2001)
Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman (2011)
Capire l’economia for dummies di Roberto Fini (2014)
Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom (1994 aggiornato 2014)
Soldi. Domina il gioco di Anthony Robbins (2015)
Il piccolo libro dell’investimento di John C. Bogle (2017)
Volere troppo e ottenerlo di Chris Voss (2017)
Diventare milionario con uno stipendio normale di Andrew Hallam (2018)
O la borsa o la vita di Vicki Robin e Joe Dominguez (2018, aggiornata)
Investire for dummies di Massimo Intropido (2020)
La psicologia dei soldi di Morgan Housel (2020)
I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale di Ray Dalio (2021)
L’economista sul tapis roulant di Luciano Canova (2023)
Investire senza trappole di Costantino Forgione (2023)
Sei già ricco ma non lo sai di Riccardo Spada (2024)
Investire senza dubbi di Riccardo Spada (2025)

“Soldi. Domina il gioco” di Anthony Robbins

Su Soldi, Domina il gioco le aspettative erano molto alte. Altissime, direi. Questo perché è un libro che si trova citato un po’ ovunque dai divulgatori della finanza personale. Si presentava, quindi, come una sorta di testo rivelatore, una di quelle cose che leggi e che ti cambiano la vita. Spoiler alert: non me l’ha cambiata. Ma andiamo per punti.

L’autore, da noi, potrebbe risultare abbastanza sconosciuto, perlomeno ai non addetti ai lavori. Anthony “Tony” Robbins è un life coach, saggista, formatore e motivatore americano. Potresti aver visto quest’uomo da 600 milioni di dollari (sì, è il suo patrimonio stimato) nell’ascensore insieme a Jack Balck in Amore a prima svista, dove interpretava sé stesso. Hai presente? Quel film sul modernissimo tema del “grasso è bello” (e non “grasso è la prima causa di morte insieme al cancro”). Ecco, era lui. Ritenuto un guru, soprattutto dagli americani che sono un po’ faciloni, Robbins riempie da anni le sale congressi e possiede diverse aziende (molte delle quali filantropiche, c’è da dirlo) che, tra un pasto regalato e l’altro, mirano ad aiutarti a cambiare la tua vita con la forza del tuo pensiero positivo e una buona organizzazione.

Le 600 lunghe, e un po’ prolisse, pagine di Soldi, Domina il gioco contengono un ottimo riassunto delle regole base della finanza personale (risparmia, investi, ecc.), diverse interviste ai giganti della finanza mondiale (Warren Buffett, Ray Dalio, David Swensen, Charles Schwab e molti altri) e qualche segretissima rivelazione, come la composizione dell’All Weather Portfolio.

Mi senti scettico, vero? Sì, ci sto provando a non esserlo perché, in fondo, questo non è un cattivo libro. Solo che dovrebbe essere il primo che tu leggi sulla finanza personale. Quando ne hai già letti un po’, invece, non presenta tutte queste novità. Il tono di Robbins, tanto efficace sugli americani, tende a irritarmi parecchio. Lasciamo da parte l’autocelebrazione che, volendo, ci sta. In fondo è vero che Robbins dona milioni di dollari ai bisognosi e questo gli fa molto onore: potrà anche vantarsene e io non gliene faccio una colpa (alla fine, l’altruismo è solo un narcisismo utile alla società tutta, quindi nulla da dire, farei così anche io, se fossi in lui). Quello che proprio non reggo è lo stile espositivo da imbonitore televisivo. Hai presente? “Ora ti dirò quella cosa così importante che ti cambierà la vita e quando la saprai vedrai tutto con occhi diversi. Finito il capitolo avrai la risposta alla domanda e nel prossimo saprò anche dirti cosa fare per tutto il resto. Quando hanno detto a me questa cosa non stavo più nella pelle per la voglia di dirla a tutti gli altri e ora tu sarai il primo a conoscere questo segreto. Sei pronto? Perché io sono pronto a cambiarti la vita…” CAZZO, NON GIRARCI INTORNO, DILLA ‘STA COSA! Eh no, perché se poi la dici subito finisce che il libro anziché avere 600 pagine ne ha 300.

Detto questo, le informazioni che offre sulla finanza personale, come dicevo, sono valide e corrette, anche se un po’ “americane”. È interessante anche la parte dedicata alle interviste dei big. Già, perché Robbins in America è davvero uno che si può fare aprire tutte le porte. Tutti vogliono parlare con Robbins, tutti lo ascoltano. È stato il coach di tre Presidenti USA, non una cosa comune.
Effettivamente ha una capacità espositiva notevole, anche nello spiegare i concetti un po’ più complessi, su questo non si discute.

Insomma, te lo consiglio? Sì, se sei ai primi libri sull’argomento o se cerchi una lettura di ripasso. Tieni però ben presente che ci troverai tanti “grazie al cazzo”, cioè quei consigli per risparmiare (tipo: non comprare auto di lusso se vuoi risparmiare di più) che, senza mezzi termini, vanno bene per gli idioti che non riescono a gestire le proprie finanze perché vivono fingendo di avere più di quanto possano permettersi (apparenza da social, per capirci). Ma gli idioti sono tanti, anzi, sono la maggioranza, quindi non si può certo accusare Robbins per questo…

Libri che ho letto per accrescere le competenze finanziarie e/o personali:
Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie (1936)
Padre ricco padre povero di Robert T. Kiyosaki (1997)
Giocati dal caso di Nassim Nicholas Taleb (2001)
Capire l’economia for dummies di Roberto Fini (2014)
Il metodo Warren Buffett di Robert G. Hagstrom (1994 aggiornato 2014)
Soldi. Domina il gioco di Anthony Robbins (2015)
Il piccolo libro dell’investimento di John C. Bogle (2017)
Diventare milionario con uno stipendio normale di Andrew Hallam (2018)
Investire for dummies di Massimo Intropido (2020)
La psicologia dei soldi di Morgan Housel (2020)
L’economista sul tapis roulant di Luciano Canova (2023)
Sei già ricco ma non lo sai di Riccardo Spada (2024)