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“A ovest di Roma” di John Fante

Di Fante avevo già letto i quattro romanzi che compongono la saga di Arturo Bandini, il cui più conosciuto è Chiedi alla polvere, grazie alla trasposizione filmica con Colin Farrell (che non ho visto). Conoscevo già il suo stile di scrittura, ma in qualche modo lo avevo dimenticato. Avevo dimenticato la tristezza poetica con cui descrive anche le situazioni più semplici, avevo dimenticato quanto mi piacesse.

Questo A ovest di Roma è stato pubblicato postumo, così come altri suoi libri, dalla moglie Joyce. Due racconti qui: uno lungo, Il mio cane Stupido, e uno corto, L’orgia. Ho preferito il primo, che è poi un breve romanzo, ma anche il secondo non mi è dispiaciuto. Entrambi parlano di contesti familiari scossi da un evento che non fa altro che portare alla luce problematiche già preesistenti.

Il linguaggio è quello di Fante, ironico, a volte volgare e crudo, incredibilmente moderno. Non è chiaro a che anni risalgano questi racconti, essendo postumi, ma ricordo che anche nel leggere Aspetta primavera, Bandini (1938) ero rimasto colpito dall’attualità espressiva, senza alcun filtro. La situazione non cambia nemmeno con questa raccolta.

Bukowski disse che Fante era il suo Dio, e questo dovrebbe bastare a convincerti a leggerlo, se ancora non l’hai fatto.

“Tutto Sherlock Holmes” di Arthur Conan Doyle

Avevo iniziato il mammut-malloppone l’anno scorso, devo ammettere con pregiudizi sbagliatissimi. Questa “bibbia” racchiude tutto lo scibile riguardo allo Sherlock Holmes originale, ossia quello di Arthur Conan Doyle, in comodissime e praticissime (2 kg da portare in spiaggia) 1200 e passa pagine scritte in micronico. L’ho alternato ad altre letture per variare, ma devo dire fin da subito che, ora che ho terminato, Holmes e il fidato Watson già mi mancano.

Nel volume sono comprese tutte le opere (4 romanzi e 56 racconti), quindi:
• Uno studio in rosso
• Il regno dei Quattro
• Le avventure di Sherlock Holmes
• Le memorie di Sherlock Holmes
• Il mastino dei Baskerville
• Il ritorno di Sherlock Holmes
• La valle della paura
• L’ultimo saluto
• Il taccuino di Sherlock Holmes

Da ragazzino avevo letto Il mastino dei Baskerville, e ricordo che mi era piaciuto moltissimo, ecco, non è cambiato nulla. Doyle ti prende sia nei racconti che nei romanzi, non puoi sfuggire. E’ chiaramente una lettura “classica”, pulita, ma è comunque coinvolgente ed ogni volta ti fa sentire a casa grazie alla ritualità ripetitiva della costruzione della storia, all’ormai notissimo metodo deduttivo (che ricordiamo, ha inventato proprio Doyle) e alla consapevolezza dell’infallibilità dell’investigatore e alla fedeltà del suo amico Watson, che è poi colui che nella narrazione si occupa di mettere per iscritto le avventure.

Non si può aggiungere nulla oltre a quanto detto, Doyle è un incredibile maestro, sono rimasto davvero stupito, mi aspettavo qualcosa di noioso ed invece ho dovuto totalmente ricredermi. Spesso di Holmes si ricorda solo l’intuito incredibile ed il metodo deduttivo, ci sono però migliaia di sfaccettature meno note ed altrettanto interessanti, ad esempio la dipendenza dell’investigatore dalla droga quando è inattivo o la capacità camaleontica di travestimento o ancora la passione per gli esperimenti in ambito chimico.

In definitiva con pochi euro di investimento ti si apre un mondo intero da cui non vorrai più uscire, rateizzabile in diversi mesi di lettura. Se proprio dovessi essere pignolissimo ho trovato gli ultimi due libri leggermente sotto tono rispetto al resto, ma è proprio un voler trovare il pelo nell’uovo..