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“IT – Capitolo due” di Andrés Muschietti

Io IT l’ho letto, sarà bene che lo mettiamo in chiaro subito, così da capirci. Inoltre ho visto la versione per la TV degli anni ’90 e IT: Capitolo uno del 2017. E ti ripeto, il romanzo è del tutto irrapresentabile, inarrivabile. Non è possibile trasporre in immagini la filosofia che contiene, semplicemente non si può. Al di là della lotta tra il Bene e il Male, con legami che, per i più esperti, richiamano ai Vettori e alle forze del Ka, non si può nemmeno rappresentare le cose più terrene senza che diventino ridicole o incomprensibili. Mi viene in mente, ad esempio, quando Beverly Marsh svergina tutti i perdenti nelle fogne per creare un legame nel gruppo. Una cosa che nel romanzo ci sta benissimo, che sembra naturale, ma che sullo schermo avrebbe fatto gridare alla gang-bang per pedofili. IT è l’esempio perfetto di come un certo tipo di fantasia letteraria non possa uscire dal libro, dalla potenza dell’immaginazione, senza perdere la quasi totalità della sua forza. E meno male che questo avviene, ci deve essere un limite, un punto insuperabile, per il quale la fantasia rimane fantasia. Se tutto fosse rappresentabile sarebbe un mondo veramente triste.

Detto questo… veniamo a questo capitolo due che, purtroppo, devo ammettere non è riuscito bene come il capitolo uno. Avevo letto in giro varie critiche e giudizi, ed ero pronto ad andare in sala per poi smentire il giudizio del popolino (che nel 99% dei casi, in Italia, non ha letto il romanzo). Incredibilmente, invece, mi trovo d’accordo con quasi tutto ciò che ho letto. IT: Capitolo due non funziona. Se togli qualche bella trovata, ad esempio la scena di Bev con la vecchia (1° trailer) o di Pennywise che si graffia il volto creando il sorriso di sangue, disturbanti al punto giusto, il resto del film è abbastanza noioso. Certo, bisogna tenere conto che la prima parte se la giocava più facile, l’adolescenza è un bel tema da portare sullo schermo e unisce tutti in un’emotività più forte (anche nella miniserie funzionava di più la parte “giovanile”). Ed è qui che questa seconda parte non mi ha convinto, non mi sono mai immedesimato con nessuno, mi sono sempre sentito solo uno spettatore esterno. E poi c’è questo interminabile finale (non spoilero, tranquillo) nel sottosuolo in cui ci sono troppi effetti speciali, troppo baraccone da Luna Park, noiosissimo e tirato per le lunghe.

La cosa che ho apprezzato di più è forse la comparsata del Re in persona che recita la parte del proprietario di un negozio di anticaglie. Mi ha riportato a quei film anni ’80 in cui Stephen King faceva sempre il suo cameo alla Alfred Hitchcock.
Dopo aver visto la prima parte di IT avevo deciso di attendere uscisse la seconda per acquistare il cofanetto in bluray completo. Questa seconda parte è però riuscita a farmi sentire come incompleta anche la prima, come se tutto insieme il film fosse un’opera non terminata o terminata frettolosamente. Peccato.