“Compagno di sbronze” di Charles Bukowski

Compagno di sbronze è, così si può dire, la seconda parte di Storie di ordinaria follia. E’ quindi una semplice raccolta di racconti, 20 per l’esattezza, pubblicati da Bukowski su varie riviste prima del 1972, anno di uscita del libro.
I temi affrontati sono i soliti classici della sua scrittura: alcolici e relative sbronze, risse, storie di esperienza vissuta come scrittore e sesso (più figa che sesso, per essere precisi). Il protagonista per l’80% è lo stesso Bukowski/Chinaski (il suo alter ego), solo alcuni racconti trattano di vicende diverse o altri personaggi.

Credo di essere uno dei pochi che preferisce i romanzi di Bukowski ai suoi racconti. Questa lettura me ne ha dato l’ennesima conferma. Insomma, per me resta sempre meglio Panino al prosciutto o Factotum, i racconti di Bukowski mi sembrano sempre scritti con l’esclusiva esigenza di tirare su del grano. Cosa che, perlatro, visto il soggetto, ci starebbe anche.

È ovviamente un libro da leggere, ma se non hai mai letto nulla di Bukowski io ti consiglio di iniziare da altro. Spesso i racconti sono semplicemente sprazzi di dialoghi tra ubriachi che cercano di trovare i soldi per altro vino o anelano a una scopata con qualsiasi cosa che respiri. Partendo da un romanzo e conoscendo le capacità di questo autore si riesce meglio ad apprezzare anche questi che, come ripeto, non sono per me il suo apice.

A breve ti parlerò di Pulp, uno dei pochi romanzi di Charles che ancora mi manca da leggere, ma che ho già recuperato.

3 pensieri riguardo ““Compagno di sbronze” di Charles Bukowski”

  1. Pulp è stato il primo libro di Bukowski che ho letto. Sono sicuro che non ti deluderà. Lettura scorrevole e gradevole anche se alcuni passaggi sembrano un po’ fini a se stessi. Per quanto riguarda i racconti la penso esattamente come te.

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    1. Pur essendo tra i suoi romanzi più conosciuti mi manca ancora, appena l’ho letto ci aggiorniamo! Sì, i racconti ti portano un po’ in quel territorio bukowskiano che conosci già e quindi ci stai bene, però se fossero state più di 200 pagine mi avrebbero annoiato, vanno bene proprio a piccole dosi..

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