“Dannazione” di Chuck Palahniuk

Si, lo so, è il terzo libro di Chuck di cui scrivo di seguito.
E allora? Ecco.
Chiariamo anche subito che ho letto Dannazione perchè il suo seguito, Sventura (2° nella trilogia infernale), è stato paragonato in “potenza viscerale” a Fight Club e Soffocare, di conseguenza a stretto giro ti beccherai anche quello.

Dopo, appunto, il linguismo esasperato di Pigmeo e il nozionismo di Senza Veli, finalmente un romanzo senza sperimentazione di alcun tipo, leggero e grazioso come un pipistrello travestito da farfalla con le ali intrise di sperma sprecato. Una lettura velocissima direi, ma piacevole, svagante. Grazie Chuck, ci voleva.

Madison Spencer è una vergine ragazzina di 13 anni condannata all’Inferno (apparentemente per un overdose di marijuana) e costretta a vagare tra montagne di forfora, paludi di feti abortiti, enormi call center e, come anticipato, mari di sperma masturbatorio sprecato (ovviamente in costante crescita). Ma l’Inferno è così male o è meglio della Terra? Naturalmente Palahniuk ti porta, come sempre con la sua satira, a riflettere sull’ipocrisia umana, in questo caso rappresentata dalla famiglia terrena iperborghese di Madison.

Mai fu più adeguata la citazione di Mark Twain: “Il Paradiso lo preferisco per il clima, l’Inferno per la compagnia”. (No, non se l’è inventata Marracash, capra). Ecco, Madison sembra pensarla allo stesso modo. Anche perchè all’inferno la verginella riesce a strappare baffi, leadership e souvenirs vari a personaggi del calibro di Hitler, Vlad l’Impalatore e Caterina de Medici. Inoltre vaga tra i demoni in compagnia del suo personale Breakfast Club, formato da molti più amici di quanti ne abbia avuti in vita.
Così a occhio, in caso tu lo conosca, l’Inferno di Palahniuk ricorda molto l’Inferno burocratico che appare talvolta in Dylan Dog (quello in cui il direttore ha due facce e l’impiegato ha la testa a forma di pistola, per capirci).

Ora mi procurerò Sventura, sono curioso di sapere come Madison affronterà Satana, anche se per questo probabilmente bisognerà attendere il 3° ed ultimo libro della trilogia. Nel frattempo ho però imparato che, se mentre mangio qualcuno rompe il cazzo con qualche promozione telefonica, è sicuramente un anima dannata infernale che chiama da un call center programmato per interrompere i pasti. Il girone del call center a Dante mancava.

A breve, giusto per dare varietà, Il bazar dei brutti sogni di King, che ho appena iniziato.

4 pensieri riguardo ““Dannazione” di Chuck Palahniuk”

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